La BCE eroga altri 2,3 miliardi alle banche greche, ma il rischio ‘haircut’ si avvicina

La BCE alza di 2,3 miliardi il tetto dell'ELA, la liquidità erogata alle banche greche. Ma si avvicina il possibile rischio di un "haircut".

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La BCE alza di 2,3 miliardi il tetto dell'ELA, la liquidità erogata alle banche greche. Ma si avvicina il possibile rischio di un

Fonti vicine alla BCE hanno comunicato da pochi minuti che il tetto dei fondi ELA, la liquidità di emergenza erogata da 4 mesi a questa parte alle banche greche, è stato innalzato di altri 2,3 miliardi a 83 miliardi di euro. La scorsa settimana, la revisione dell’istituto era stata in aumento di mezzo miliardo, mentre il tetto era rimasto invariato 2 settimane fa. Se da un lato l’erogazione di nuovi finanziamenti potenziali alle banche in Grecia segnala la disponibilità della BCE a concedere al governo Tsipras ancora fiducia sull’esito del negoziato con i creditori pubblici (UE, BCE e FMI), dall’altro esso sarebbe la spia di un prosieguo dei deflussi dei risparmi dai conti bancari ellenici. Infatti, con l’ELA la BCE intende coprire la minore liquidità che i 4 istituti sistemici ellenici affrontano di settimana in settimana, a causa del ritiro dei depositi da parte dei clienti, impauriti per un possibile default del paese, che possa coinvolgere il sistema bancario, oltre che di una rovinosa uscita dall’euro.   APPROFONDISCI – La BCE alza di 1,5 miliardi i fondi ELA alle banche greche, no comment su ‘haircut’   Ma anche oggi si è levata una voce critica verso questa forma di sostegno alle banche greche. Il membro del board, Ardo Hansson, ha spiegato che presto potrebbe essere aumentato lo sconto applicato sul collaterali di garanzia esibito dagli istituti (titoli di stato ellenici) e che dallo scorso autunno ad oggi varia dal 25% al 30%. Se la BCE non darà vita a un cosiddetto “haircut”, le banche potrebbero ottenere fino a un massimo di 143 miliardi di euro di liquidità, ma se lo sconto salisse al 40%, il monte-prestiti non sarebbe superiore agli  85,8 miliardi, ossia poco più alto dei livelli attuali. Infine, se gli aiuti europei non dovessero essere prorogati oltre il 30 giugno, in assenza di un accordo è inverosimile che la BCE continui a prestare denaro alle banche elleniche. Il governatore Mario Draghi ha sinora evitato di tagliare il flusso di liquidità, per non compromettere il buon esito del negoziato, sostenendo che i finanziamenti saranno erogati fin quando gli istituti si mostreranno solventi e un accordo tra la Grecia e i creditori resterà possibile.   APPROFONDISCI – Nowotny, BCE: tassi negativi anomali, ma occhio al tapering. Nessun prestito-ponte alla Grecia  

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