La BCE domani al test dei fondi ELA per le banche greche, cosa farà Draghi?

Cosa farà la BCE domani sui fondi ELA per le banche greche? Il dilemma di Mario Draghi, dopo il flop dell'Eurogruppo di Riga e il cambio della squadra negoziale di Atene.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Cosa farà la BCE domani sui fondi ELA per le banche greche? Il dilemma di Mario Draghi, dopo il flop dell'Eurogruppo di Riga e il cambio della squadra negoziale di Atene.

Sono ore non facile per la BCE, chiamata domani ad esprimersi sui fondi ELA, la liquidità di emergenza erogata alle banche elleniche, tramite la Banca di Grecia. Il tetto è rivisto ogni settimana e lo scorso mercoledì è stato alzato a 75,5 miliardi, +1,5 miliardi rispetto al precedente limite, il maggiore rialzo dall’inizio del programma. Le banche greche non hanno accesso sin dall’11 febbraio scorso alle aste settimanali della BCE, in quanto non viene accettato più da allora il collaterale di garanzia da queste esibito, ossia i titoli di stato emessi da Atene.   APPROFONDISCI – La BCE alza di 1,5 miliardi i fondi ELA alle banche greche, no comment su ‘haircut’  

Sostegno alla Grecia non infinito

Stamane, il governatore della banca centrale francese e membro del board di Francoforte, Christian Noyer, ha ribadito che il sostegno alla Grecia non potrà essere infinito e durare 20 0 30 anni. Al contempo, il membro esecutivo Benoit Coeuré ha smentito le voci che l’istituto stia studiano un’eventuale Grexit. Ciò che sembra chiaro è che il governatore Mario Draghi si troverà a prendere una decisione difficile domani. Da un lato, il fallimento dell’Eurogruppo di Riga, in Lettonia, è andato oltre le attese, tanto che si potrebbe supporre che Francoforte invii ad Atene un segnale di impazienza, tagliando la liquidità erogabile alle sue banche, in cambio del collaterale. E poiché è stato posto un limite di 3,5 miliardi di euro al possesso di bond governatici greci per gli istituti, ciò equivarrebbe ad abbassare il tetto dei fondi ELA.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicinissima al default, la BCE si accinge a bloccare la liquidità alle banche  

Il dilemma di Draghi

D’altra parte, è accaduto che ieri il premier Alexis Tsipras abbia cambiato la squadra negoziale, mettendo sotto tutela il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, il più inviso ai creditori per la sua inconcludenza. Se Draghi replicasse alla mossa distensiva di Atene con una reazione negativa, proprio ora che il negoziato sembra riprendere il suo corso, apparirebbe come una contraddizione della BCE. Ma c’è da registrare la presa di posizione sul punto sempre di Noyer, che ha chiarito come la sostituzione di coloro che si occuperanno delle trattative con l’EuroWorking Group non cambia sostanzialmente molto, perché la Grecia dovrà dimostrare con i fatti di volere varare le riforme. Non bisogna, poi, pensare che nelle ultime ore le tensioni tra il governo Tsipras e Bruxelles si siano dissolte; dal primo è arrivata la minaccia di indire un referendum a maggio, se il negoziato dovesse concludersi negativamente. Dunque, cosa farà domani Draghi? L’ipotesi più realistica parrebbe un ennesimo rialzo del tetto dei fondi ELA, anche se è probabile che esso sarà inferiore alle richieste delle banche elleniche e molto più basso dell’aumento consentito una settimana fa.   APPROFONDISCI – Grecia, Varoufakis umiliato all’Eurogruppo e Draghi non esclude di tagliare la liquidità alle banche

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Argomenti: Bce