La BCE di Lagarde sarà meno tecnica e più politica e alla Germania non piacerà

Christine Lagarde ha un profilo molto diverso da quello di Mario Draghi e questo avrebbe conseguenze anche sulla linea che adotterà da governatore della BCE. Probabile che alla Germania non piacerà molto.

di , pubblicato il
Christine Lagarde ha un profilo molto diverso da quello di Mario Draghi e questo avrebbe conseguenze anche sulla linea che adotterà da governatore della BCE. Probabile che alla Germania non piacerà molto.

Meno di 80 giorni ci separano dalla fine del mandato di Mario Draghi come governatore della BCE e dall’inizio dell’era di Christine Lagarde. Prima di fare le valigie, l’italiano sta in un certo senso legando le mani alla francese, attraverso il varo di nuovi stimoli monetari, che quasi certamente prenderanno le sembianze di un taglio dei tassi sui depositi overnight dall’attuale -0,4% e forse anche di un nuovo ciclo di acquisti netti di assets con il “quantitative easing”.

E da settembre partiranno le nuove aste T-Ltro con cadenza trimestrale e fino al marzo 2021, con cui centinaia di miliardi di liquidità netta verranno iniettate alle banche dell’Eurozona.

Prestiti delle banche italiane a rischio se la BCE taglia i tassi overnight con franchigia

Nessun rialzo dei tassi in vista, insomma. Del resto, Lagarde è stata scelta proprio in continuità con l’era Draghi, essendo stata in questi 8 anni alla guida del Fondo Monetario Internazionale una sostenitrice dell’accomodamento monetario, anche non ortodosso, del governatore uscente. Ma rispetto a Draghi, vanta un curriculum assai diverso. Anzitutto, non è un’economista. E già il fatto che sia stata nominata a capo della seconda banca centrale più importante al mondo una personalità priva di studi economici sarebbe un indizio della volontà di chi l’ha nominata – essenzialmente, il presidente francese Emmanuel Macron – di assegnare alla BCE un profilo quanto più “politico” possibile e meno tecnico, ove per in termine non intendiamo nel senso di partitico o di partigianeria.

Lagarde è stata e continua a mostrarsi un politico abilissimo, avendo ricoperto in Francia la carica di ministro delle Finanze sotto la presidenza Sarkozy. Donna arguta, oltre che elegante, porterà questa sua peculiarità a Francoforte, con la quale cercherà di sopperire forse alla carenza di conoscenze approfondite in materia monetaria. Parliamoci chiaramente: il governatore detta la linea, i funzionari la eseguono e lo consigliano con il loro bagaglio di esperienze e conoscenze tecniche, individuando gli strumenti più idonei per centrare l’obiettivo. Ma in questi ultimi anni, lo spessore di economista di Draghi si è rivelato fondamentale per impartire alla BCE una linea che contemperasse esigenze tecniche con altre di valore più squisitamente politico.

Il duro compito di Christine

Tuttavia, questa fase si è conclusa e non con successo. L’accomodamento estremo non ha portato i risultati sperati, anzi si è rivelato francamente insufficiente a garantire una ripresa stabile dei prezzi e dell’economia nell’area. Manca l’ausilio della sfera fiscale, perché se anche azzeri i tassi e i governi nel frattempo indeboliscono la domanda interna con avanzi di bilancio, il risultato che intendevi ottenere risulta depotenziato. Non tutti i governi dispongono di margini di manovra, ma alcuni come Germania e Olanda sì. E la Lagarde si è loro appellata da direttore generale a Washington, affinché li utilizzino. Ad oggi, un buco nell’acqua.

Chissà, però, che in futuro non usi il suo peso da Francoforte per ribadire ai tedeschi che la BCE da sola non possa fare miracoli e che la sopravvivenza dell’euro dipende anche dalla collaborazione sul piano fiscale, o istituendo un bilancio comune tra gli stati membri o con politiche più espansive in tempi di crisi da parte degli stati più virtuosi. Così come ha fallito il suo predecessore, non è detto che riesca nell’intento. Ma che questa sarebbe la direzione lo farebbe intendere anche un altro francese, l’ex governatore Jean-Claude Trichet, che nei giorni scorsi alla stampa tedesca ha rilasciato un’intervista per spiegare che la BCE non possa essere “lasciata da sola”. Per questo Macron l’ha voluta in quel ruolo, per questo ha preteso forse che il profilo del prossimo governatore fosse più politico, così da non consentire alla Germania di trincerarsi dietro ai tecnicismi di un eventuale accademico dopo Draghi.

Spread e salvataggio definitivo dell’euro, come Lagarde alla BCE farebbe la storia

[email protected] 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , , , , , ,
>