La BCE di Lagarde aiuterà più che altro la “sua” Francia, ecco come

La BCE di Madame Christine Lagarde darà una mano soprattutto all'economia francese, mentre tutti guardano all'Italia come principale beneficiaria delle sue presunte politiche monetarie espansive.

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La BCE di Madame Christine Lagarde darà una mano soprattutto all'economia francese, mentre tutti guardano all'Italia come principale beneficiaria delle sue presunte politiche monetarie espansive.

Tutti a pensare all’Italia quale principale beneficiaria di quella che ormai si attende essere una politica monetaria espansiva e all’insegna della continuità con l’era Draghi sotto il successore Christine Lagarde, il cui mandato inizierà nel prossimo novembre. Vero, il debito pubblico italiano è altissimo in rapporto al pil, superando il 132% nel 2018, secondo solo alla Grecia con il 182%. Il crollo dello spread e dei rendimenti dei BTp fa comodissimo al Tesoro di Roma, potendo risparmiare preziosi miliardi di euro a bilancio per l’anno prossimo, quando dovrà trovare almeno 23 miliardi solamente per evitare la stangata sull’IVA.

Christine Lagarde da ministro di Sarkozy alla BCE

Ma come recitava quel passo del Vangelo sul vedere la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio? E i debiti non li ha solo l’Italia, anzi la nostra economia nel complesso risulta tra le meno indebitate d’Europa e dell’Occidente. Vedete, il rapporto debito/pil ha scarso significato economico per due ragioni precise: non puoi rapportare uno stock con un reddito e, soprattutto, non puoi mettere in relazione il debito dello stato con l’intera ricchezza annualmente prodotta dall’economia, perlopiù in mano ai privati. Questa misura diventa un po’ più significativa, però, se si considerasse l’intero debito, cioè anche quello del settore privato.

E qua viene il bello. Le famiglie italiane figurano come le meno indebitate d’Europa (al 40,3% del pil, contro il 53% della Germania e il 60% della Francia) e le stesse imprese con il 70% del pil sono davanti solamente a Grecia (58% del pil) e Germania (57%). Risultato: il debito privato italiano è pari al 110% del pil, quanto quello della Germania e ben 90 punti più basso della Francia. Tra le grandi economie dell’Eurozona, Francia e Olanda sono le più esposte ai debiti per i rispettivi settori privati. E Parigi detiene un rapporto tra debito pubblico e pil nei pressi del 100%, per cui avrebbe davvero poco da insegnare a chiunque anche su questo piano.

L’impatto dei tassi sulle principali economie

Quando i tassi salgono o scendono, l’economia nel suo complesso rispettivamente accusa aumenti o beneficia di riduzioni di costi.

Se, ad esempio, la BCE facesse salire i tassi di mercato di 100 punti base (o l’1%) con una manovra restrittiva, a regime l’economia subirà un aggravio, ovvero: le famiglie e le imprese spenderanno di più per rimborsare prestiti e mutui e lo stato (contribuenti) per rifinanziare i debiti in scadenza e accenderne di nuovi. In quest’ultimo caso, poiché parte del debito verrà acquistato da soggetti interni (investitore istituzionali domestici e famiglie), saremmo di fronte a un parziale trasferimento di ricchezza dalla generalità dei contribuenti a una parte di loro, verosimilmente quella con maggiore capacità di risparmio, cioè anche economicamente più fortunata.

Tralasciando questo ultimo effetto, l’1% di interessi in più peserebbe oggi sulla Francia per circa il 3% del pil, mentre sull’Italia per non oltre il 2,4% e sulla Germania per appena l’1,7%. Ragionando al contrario, tenere i tassi bassi o persino tagliarli tenderà ad avvantaggiare perlopiù proprio la Francia, visto il maggiore debito totale rispetto al pil. Per concludere, se ci limitiamo ad osservare il settore pubblico, non vi è dubbio che la manovra espansiva di Draghi-Lagarde andrà a beneficiare più di altri l’Italia, sempre che non si registri la consueta corsa ai “safe assets”, che rende oggi possibile a Parigi e Berlino di indebitarsi senza spendere un euro, anzi venendo pagate dal mercato per farlo.

E se il debito pubblico italiano fosse più sostenibile di quello francese?

La musica cambia se guardiamo ai settori privati di ciascuno stato dell’area e tirando le somme per le economie nel loro complesso. Una Lagarde espansiva, in questo caso, sarebbe di sostegno soprattutto alle famiglie e alle imprese sue connazionali e in definitiva aiuterebbe la Francia più dell’Italia e quasi il doppio della Germania.

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