La Bce chiede all’Italia di tagliare la spesa e abbassare le tasse

Intervista a tutto campo a Peter Praet del board della Bce: dalla necessità (per l’Italia) di ridurre il cuneo fiscale e la spesa pubblica, all’OMT (la cui principale finalità sarebbe quella di «evitare lo smembramento dell’Euro»), all’imminente taglio dei tassi di interesse.

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Intervista a tutto campo a Peter Praet del board della Bce: dalla necessità (per l’Italia) di ridurre il cuneo fiscale e la spesa pubblica, all’OMT (la cui principale finalità sarebbe quella di «evitare lo smembramento dell’Euro»), all’imminente taglio dei tassi di interesse.

5 agosto 2011: l’allora presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Jean Claude Trichet, e il futuro numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, inviarono al primo ministro italiano una lettera in cui si chiedeva al governo di adottare con massima urgenza misure «per rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali».

23 luglio 2013: la Bce torna a esprimersi sull’agenda politico-economica dell’Italia (e dell’Europa). A farlo è Peter Praet, da un anno e mezzo capo economista e membro del board dell’EuroTower, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.

 

Il «paradosso» economico dell’’Italia secondo la Bce

Secondo l’economista belga «è estremamente urgente attuare riforme efficaci» per poter superare quello che il membro del board della Bce non esita a definire “un paradosso”: «Il caso dell’Italia è quello di un Paese con molte risorse, ricchezza, creatività, con università, educazione e cultura. Se si considerano tutti questi asset ma poi si vede la posizione dell’Italia nelle classifiche in numerosi settori, come per esempio nell’ultimo rapporto della Banca Mondiale sulle attività economiche nel 2013, si vedono la Germania al 20° posto, la Francia al 34° posto, la Spagna al 44° posto, e l’Italia al 73° posto. È il paradosso».

 

Gli errori delle politiche di austerità: troppe tasse e pochi tagli alla spesa pubblica

Secondo Peter Praet «in un certo numero di casi, come quello italiano e di altri Paesi in crisi, si sono imposte tasse che non hanno avuto un impatto positivo per il settore produttivo dell’economia». Ma non si è comunque trattato dell’unico errore. Per il capo economista della Bce «non si è tagliata abbastanza la spesa, o, quando la si è tagliata, come è avvenuto in alcuni Paesi, non si è tenuto abbastanza conto delle conseguenze, per esempio tagliando la spesa in infrastrutture.

E quindi, nonostante alcuni progressi, resta ancora molto da fare e da attuare».

 

La vera funzione dell’OMT: evitare la rottura dell’Eurozona

Nell’intervista al Corriere della Sera, l’esponente della Bce accenna anche all’Outright Monetary Transactions (programma OMT), la nuova iterazione del Securities Markets Programme (SMP) messa a punto dall’EuroTower la scorsa estate e la cui principale finalità sarebbe quella di «prevenire uno scenario estremo, ossia quello dello smembramento dell’euro».

L’introduzione dell’OMT e «il fare tutto il possibile» pronunciato a più riprese dal governatore della Bce, Mario Draghi, hanno contribuito a rasserenare i mercati, spegnendo i timori sull’area Euro e mettendo così i governi nelle condizioni di portare avanti le politiche di risanamento con maggiore tranquillità. «Da allora – annota Peter Praet – ci sono stati miglioramenti significativi, ma in alcuni Paesi è necessario fare di più. Deve essere migliorata la qualità del consolidamento dei conti pubblici».

 

I Paesi emergenti potrebbero destabilizzare i mercati occidentali

La situazione è però in continua evoluzione e pertanto «non possiamo escludere un riacutizzarsi delle tensioni nei mercati». A preoccupare l’esponente dell’EuroTower non sono solo «le difficoltà nella realizzazione delle riforme strutturali in alcuni Paesi dell’Eurozona», ma anche «alcuni punti interrogativi sulla crescita in alcuni mercati emergenti, come Cina o Brasile, nei quali la crescita è stata trainata da boom nel credito e nelle materie prime».

 

Tassi Bce, imminente un nuovo taglio

Per quanto riguarda infine la politica monetaria dell’EuroTower, dall’economista della Bce arrivano due importanti conferme: la possibilità di rivedere presto al ribasso i tassi di interesse e la continuazione dei programmi di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) fino a metà 2014.

 

STEFANO FUGAZZI

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