La BCE bacchetta il governo Renzi sui conti pubblici, taglio delle tasse addio?

L'Italia dovrebbe usare i risparmi ottenuti dai bassi rendimenti sovrani per tagliare il debito. La raccomandazione della BCE mette in guardia il governo Renzi.

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L'Italia dovrebbe usare i risparmi ottenuti dai bassi rendimenti sovrani per tagliare il debito. La raccomandazione della BCE mette in guardia il governo Renzi.

L’Italia dovrebbe usare i risparmi ottenuti dai bassi rendimenti sovrani per ridurre il debito pubblico. E’ questa, in sintesi, la raccomandazione contenuta nel Bollettino di settembre della BCE, con il quale si rileva come Belgio e Italia siano molto in ritardo nell’azione di risanamento dei conti pubblici. Il nostro paese, spiega, sulla base della regola sul debito, avrebbe dovuto centrare per quest’anno un target del deficit al 2,1% del pil, mentre il governo Renzi si è impegnato a tagliare il disavanzo dal 3% del 2014 al 2,6%. Ma di questi obiettivi, ammette Francoforte, non vi è traccia nelle raccomandazioni ai 2 paesi, perché la Commissione europea ha giustificato tali ritardi con la congiuntura avversa e con l’attuazione delle riforme. E stamattina, le stime del Centro studi di Confindustria sul deficit per il biennio 2015-2016 sono state riviste in peggioramento, rispettivamente al 2,8% e al 2,1% dai precedenti 2,7% e 2%. Alla base della revisione, spiega, ci sarebbero le maggiori uscite attese.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/conti-pubblici-a-rischio-dopo-la-sentenza-della-consulta-sui-contratti-pubblici/  

Flessibilità conti pubblici già finita?

Nei giorni scorsi era circolata l’indiscrezione, smentita seccamente da Palazzo Chigi, secondo la  quale la Commissione europea concederebbe all’Italia nuova flessibilità sul raggiungimento dei target fiscali e pari a 17 miliardi di euro, cioè oltre l’1% del pil. Se così fosse, il governo Renzi non dovrebbe tagliare nemmeno di un decimale di punto il rapporto tra deficit e pil, in cambio dell’attuazione delle riforme promesse. Tuttavia, non pare che questa sia la strada che Bruxelles vorrebbe percorrere, pur apprezzando lo spirito riformista del nostro governo. Né converrebbe al nostro paese, dato che il risanamento dei conti pubblici è più semplice in questa fase di bassi rendimenti dei titoli di stato, mentre rischiamo sacrifici ancora più elevati, quando i tassi inizieranno a lievitare nuovamente. In più, l’Italia rischierebbe di giocarsi la credibilità conquistata in questi anni verso sul mercato, non essendo in grado di rispettare le clausole da essa stessa firmate, come il famigerato Fiscal Compact, che tra 2 anni imporrà a tutti i membri dell’Eurozona di tagliare ogni anno il rapporto tra debito e pil del 5% per la parte eccedente il 60%. Servirà una crescita dell’economia più robusta e un bilancio in pareggio per centrare l’obiettivo. Al momento siamo lontani dall’una e dall’altro.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/def-critiche-anche-da-bankitalia-usare-il-tesoretto-per-risanare-i-conti-pubblici/  

Taglio tasse incerto

Sarà certamente per le rimostranze ostentate in privato dalle istituzioni europee che l’esecutivo ha posto nel cassetto il piano per rendere più flessibile l’età pensionabile, scatenando le ire dei sindacati. Lo stesso taglio delle tasse, partendo dalla Tasi e dall’IMU sulle prime case e sui terreni agricoli, sarebbe in forse, dato che il governo ha bisogno, anzitutto, di reperire risorse per impedire che scattino le clausole di salvaguardia, ossia una nuova stangata sulle accise e sull’IVA. Solo per il prossimo anno serviranno 17,5 miliardi per impedire che ciò accada ed entro il 2018 ben 74 miliardi, cifre da brivido, che urgono un lavoro certosino da parte del Tesoro. Altro che flessibilità, avremo bisogno dell’accetta.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/rimborso-pensioni-e-pasticcio-tra-rischio-di-aumento-delle-tasse-e-class-action/          

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