La BCE alza i fondi ELA per le banche greche per la terza volta in 5 giorni

La BCE ha alzato per la terza volta in 5 giorni il tetto ai fondi ELA per le banche greche.

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La BCE ha alzato per la terza volta in 5 giorni il tetto ai fondi ELA per le banche greche.

La BCE ha deciso di concedere nuova liquidità alle 4 banche sistemiche elleniche, attraverso i fondi ELA, la liquidità di emergenza messa in piedi dopo che Francoforte ha negato agli stessi istituti l’accesso alle aste di rifinanziamento settimanali. Si tratta della terza volta in appena 5 giorni. Lo scorso mercoledì, la Banca di Grecia aveva chiesto e ottenuto l’aumento del tetto dei finanziamenti per 1,1 miliardi a 84,1 miliardi di euro, mentre venerdì si era avuto un nuovo sblocco per 1,8 miliardi. Pertanto, al netto dell’importo stanziato poco fa e ancora ignoto, la BCE ha già fornito alle banche elleniche 84,9 miliardi con l’ELA e complessivamente già 125 miliardi. Inoltre, il board, riunitosi stamane in teleconferenza, si è detto disponibile a erogare nuova liquidità in qualsiasi momento, se necessario.   APPROFONDISCI – Grecia: è corsa agli sportelli delle banche, riunione di emergenza della BCE  

Banche Grecia vicine al collasso

Con l’ELA, l’Eurotower compensa le banche greche per i deflussi dei risparmi registrati nell’arco della settimana, a causa del ritiro di denaro dai conti correnti, attraverso i prelievi agli sportelli e con il bancomat. Soltanto la scorsa settimana sono stati ritirati dai conti bancari ellenici 5 miliardi, di cui uno nel weekend, tanto che era indubbio se stamane gli istituti in Grecia avrebbero potuto riaprire. Dall’inizio dell’anno alla fine di mese sono stati ritirati 30 miliardi dalle banche e oggi il monte-depositi dovrebbe essere sceso sui 125 miliardi, il livello più basso degli ultimi 12 anni. Era a 240 miliardi nel 2009. E sempre dall’inizio dell’anno, l’uso del contante è salito nel paese del 44%, a conferma delle tensioni tra i risparmiatori e della paura dei greci a detenere denaro in banca, per timore che il paese vada in default e possa, addirittura, uscire dall’euro. Le continue iniezioni di liquidità alle banche con sede in Grecia da un lato confermano la grave crisi degli istituti, in continuo fabbisogno di contante, mentre dall’altro evidenzierebbero il relativo ottimismo della BCE sul raggiungimento di un accordo tra Atene e i creditori pubblici. Le due condizioni alla base dei finanziamenti, infatti, sono lo stato di solvibilità delle banche destinatarie della liquidità e la prospettiva credibile di un accordo.   APPROFONDISCI – Grecia, oggi la decisione cruciale della BCE sull’ELA. Sarà un weekend di fuoco  

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