La BCE alza di 1,5 miliardi i fondi ELA alle banche greche, no comment su ‘haircut’

Erogati altri 1,5 miliardi dalla BCE alle banche in Grecia, alzato il tetto dei fondi ELA. Resta la crisi di liquidità del governo Tsipras: mancano ancora 2,5 miliardi per le spese di maggio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Erogati altri 1,5 miliardi dalla BCE alle banche in Grecia, alzato il tetto dei fondi ELA. Resta la crisi di liquidità del governo Tsipras: mancano ancora 2,5 miliardi per le spese di maggio.

La BCE avrebbe alzato i fondi ELA di 1,5 miliardi di euro a 75,5 miliardi per le banche greche. Lo sostengono fonti vicine a Francoforte, rimaste anonime per via della riservatezza della teleconferenza con la quale il governatore Mario Draghi ha sentito il board. I funzionari dell’istituto non hanno voluto commentare la notizia. Questa mattina, il New York Times riportava l’indiscrezione per cui il Consiglio dei governatori della BCE avrebbe valutato l’ipotesi di alzare al 50% l’“haircut” sul collaterale di garanzia delle banche greche, vale a dire lo sconto con cui viene erogata la liquidità di emergenza e che salirebbe al 90% nel caso estremo di un mancato accordo tra la Grecia e i creditori. In un’intervista al quotidiano ellenico Kathimerini, il consigliere Benoit Coeuré, aveva dichiarato nelle scorse ore che gli istituti continueranno a ricevere il sostegno della BCE con l’ELA fino a quando resteranno solventi. Stando a un funzionario di Francoforte, con l’innalzamento del tetto, le banche greche avrebbero adesso a disposizione un cuscinetto di 2,9 miliardi di liquidità inutilizzata. Quello di oggi, però, potrebbero essere l’ultimo aiuto che Draghi da al sistema bancario ellenico, qualora nei prossimi giorni non si realizzasse un significativo avvicinamento delle posizioni tra le parti. Se oggi era abbastanza ipotizzabile un nuovo aumento del limite dei fondi ELA, va tenuto presente che dentro al board crescono le voci contrarie a un sostegno illimitato agli istituti ellenici.   APPROFONDISCI – La Grecia è vicinissima al default, la BCE si accinge a bloccare la liquidità alle banche  

Default Grecia non evitato

Intanto, la crisi di liquidità del governo di Atene continua. Il vice-ministro delle Finanze, Dimitris Mardas, ha spiegato poco fa che mancherebbero all’appello altri 2,5 miliardi per onorare tutte le scadenze di maggio, sia quelle relative al miliardo da versare all’FMI che gli 1,5 miliardi necessari per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Per aprile, ha aggiunto, sarebbe stata trovata copertura anche al “buco” di 400 milioni di cui si era parlato nelle ore scorse. Alla sua presenza, il rappresentante degli enti locali, Georgis Patulis, ha definito “iniquo e inaccettabile” il decreto del governo, con cui 2 giorni fa è stata imposta la requisizione della liquidità disponibile delle imprese pubbliche e degli enti locali. Mardas ha replicato, sostenendo che si tratti solamente di un prestito temporaneo di 15-20 giorni. I dati di cui sopra indicherebbero che la Grecia avrebbe ugualmente un problema di coperture e rischierebbe a maggio un default, se non riuscisse ad ottenere gli aiuti dell’Eurogruppo, cosa che porterebbe all’impossibilità di restituire i contanti agli enti locali e alle imprese pubbliche, dando vita a quello che è stato già definito il default “interno”.   APPROFONDISCI – Grecia, accordo rinviato a maggio-giugno. S’ipotizza il default senza Grexit, possibile?  

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Argomenti: Bce, Default Grecia