La Banca di Russia taglia i tassi al 14%, l’inflazione non spaventa Nabiullina

La Banca di Russia ha tagliato i tassi di 100 punti base al 14%, segnalando di non intravedere rischi per l'inflazione e di sostenere l'economia.

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La Banca di Russia ha tagliato i tassi di 100 punti base al 14%, segnalando di non intravedere rischi per l'inflazione e di sostenere l'economia.

La Banca di Russia ha tagliato i tassi di riferimento dal 15% al 14%, dopo averli già abbassati di 200 punti base lo scorso 30 gennaio. La mossa era attesa dalla stragrande maggioranza degli analisti, divisi semmai sull’entità dell’intervento. Goldman Sachs aveva correttamente previsto la riduzione di 100 punti base, mentre Bank of America aveva intravisto la possibilità di un taglio di 200 punti e Credit Suisse, addirittura, di 250 punti base.

Inflazione Russia non fa paura?

Nel comunicato diffuso poco fa, l’istituto spiega che ulteriori tagli saranno possibili, man mano che i rischi d’inflazione diminuiranno. Il Ministero dell’Economia prevede che la crescita dei prezzi possa raggiungere un picco tra il 17% e il 17,5% dal 16,7% di febbraio e il 15% di gennaio, ma come spiega Dmitri Polevoy, analista di ING Groep, il governatore Elvira Nabiullina assume le sue decisioni sulla base delle aspettative d’inflazione e non del livello corrente di crescita dei prezzi. Il rublo cede al momento lo 0,3% a un cambio di 61,3520 contro il dollaro. Dal precedente taglio di fine gennaio, la valuta russa ha paradossalmente recuperato quota contro il biglietto verde, apprezzandosi dell’8%, dopo avere perso il 46% nel 2014, approfittando sia della temporanea distensione tra Mosca e Kiev sul caso Ucraina, sia del rimbalzo delle quotazioni del petrolio, che in Russia vale quasi la metà delle entrate fiscali.   APPROFONDISCI – Russia, il rublo si rafforza sotto quota 60 e c’è attesa per un nuovo taglio dei tassi  

Crisi Russia

A gennaio, il pil si è contratto dell’1,5% su base annua, stando a una lettura preliminare del Ministero dell’Economia, che stima una recessione del 3% per l’anno in corso, dopo una crescita dello 0,6% nel 2014, a causa del contestuale crollo delle quotazioni petrolifere e delle sanzioni finanziarie di USA e UE. In audizione alla Duma a dicembre, la Nabiullina aveva dichiarato che un allentamento della stretta monetaria vi sarebbe stato a partire dalla seconda metà del 2015, mentre è giunto appena 6 settimane dopo il più elevato rialzo dei tassi dal 1998, pari a +650 punti base. Con gli ultimi interventi, l’istituto intende segnalare la disponibilità a sostenere l’economia russa, evitando che le condizioni restrittive della politica monetaria la penalizzino eccessivamente. Stamane, dalle banche russe è arrivato un segnale di allarme: la richiesta di nuovi prestiti si contrae e preoccupa, in particolare, la mancanza di fiducia tra gli istituti, che ha già provocato la caduta dei prestiti interbancari. Proprio il timore di una crisi di liquidità avrebbe spinto la Banca di Russia nelle ultime settimane a cambiare rotta.   APPROFONDISCI – Russia, bond e azioni sono da comprare? Ecco qualche dato che devi sapere  

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