La Banca di Russia chiede al governo responsabilità fiscale contro l’inflazione

La Banca di Russia invita il governo a politiche fiscali responsabili e segnala che la lotta all'inflazione non è in contrasto con l'obiettivo della ripresa economica.

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La Banca di Russia invita il governo a politiche fiscali responsabili e segnala che la lotta all'inflazione non è in contrasto con l'obiettivo della ripresa economica.

In una conferenza di questo pomeriggio a Mosca, il vice-governatore della Banca di Russia, Ksenia Yudaeva, ribadisce che la lotta all’inflazione che l’istituto sta conducendo in questi mesi non sarebbe affatto in contrasto con il tentativo di stimolare la ripresa dell’economia. La banca centrale ha un target d’inflazione del 4%, ma attualmente la crescita dei prezzi è quasi 4 volte più alta, a causa del 43% perso dal rublo su base annua, attestandosi oggi a un cambio di 66,5250 con il dollaro. Secondo la Yudaeva, la flessibilità del cambio, introdotta a partire dal novembre scorso, ha consentito all’economia di adattarsi al nuovo contesto dei prezzi delle materie prime. In Russia, quasi la metà delle entrate statali deriva dalla vendita di gas e petrolio. Le quotazioni del Brent si sono più che dimezzate nell’ultimo anno.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-banca-di-russia-tiene-i-tassi-fermi-ma-il-rublo-continua-a-cedere/   Allo stesso tempo, però, il numero 2 dell’istituto ha fatto appello al governo, perché renda più facile il compito della Banca di Russia con politiche fiscali responsabili. In questi giorni si stanno tenendo diversi incontri tra i funzionari dei vari ministeri economici, con l’obiettivo di trovare la quadra sul bilancio statale per il triennio 2016-2018. Il presidente Vladimir Putin e il governo del premier Dmitri Medvedev hanno fissato un tetto al deficit al 3% del pil, basando le loro stime su un prezzo medio del petrolio a 50 dollari al barile per il periodo.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/russia-linflazione-torna-a-crescere-e-il-taglio-dei-tassi-si-allontana/  

Austerità in Russia

Tra le misure al vaglio ci sono la più bassa indicizzazione delle pensioni, che sarebbe tagliata al 4% all’anno, nonché degli stipendi pubblici e dei militari, oltre all’elevamento dell’età pensionabile a 65-66 anni.

Nelle scorse ore, poi, è andato in scena uno scontro tra il Ministero delle Finanze e quello dell’Economia. Il primo ha presentato un piano per aumentare le imposte sulla produzione di greggio, stimando in oltre 9 miliardi di dollari le maggiori entrate per il Fisco, spostando la tassazione dalle esportazioni. Ma il secondo eccepisce che così facendo si metterebbe a rischio la produzione di greggio e le entrate, anziché aumentare, potrebbero diminuire. Secondo alle stime di quest’ultimo, infatti, la Russia potrebbe subire un calo di 600 mila barili al giorno di Brent prodotto. Intanto, la banca centrale stima che quest’anno il pil potrebbe contrarsi tra il 3,9% e il 4,4%. Poiché il greggio rappresenta i 3 quarti delle esportazioni del paese, le sue minori quotazioni impattano negativamente sul cambio e a sua volta un rublo più debole alimenta l’inflazione, rendendo più costosi i beni importati.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/lausterita-arriva-in-russia-nel-mirino-pensioni-e-stipendi-pubblici/

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