La banca centrale svizzera vuole un franco più debole, ma smentisce la deflazione

Dalla banca centrale svizzera arriva la conferma che il franco è atteso indebolirsi, anche se non subito. E si nega che sia in corso una deflazione simile a quella degli anni Trenta.

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Dalla banca centrale svizzera arriva la conferma che il franco è atteso indebolirsi, anche se non subito. E si nega che sia in corso una deflazione simile a quella degli anni Trenta.

Il vice-governatore della Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale svizzera, Fritz Zurbruegg, in un’intervista al Berner Zeitung si è dichiarato soddisfatto di come starebbero funzionando i tassi negativi, introdotti alla fine del 2014 per contrastare l’eccesso di afflusso di capitali nel paese e portati al -0,75% sui depositi delle banche, anche al fine di aumentare la liquidità sui mercati e indebolire così il franco svizzero.   APPROFONDISCI – La Svizzera estende i tassi negativi per indebolire il franco, ma basterà?   Zurbruegg ha confermato che i tassi negativi rimarranno finché serviranno, chiarendo che il cambio sarebbe destinato a indebolirsi,  ma ammettendo che l’esperienza insegna che non sempre ciò si realizza nell’immediato. Attualmente, il cambio con l’euro vale 1,0483, quasi il 13% in più dal 15 gennaio scorso, data in cui la SNB annunciò a sorpresa che non avrebbe più difeso il cambio minimo con la moneta unica. Da allora, il franco si è apprezzato contro tutte le valute, ma inasprendo il calo dei prezzi, a causa del minore costo dei beni importati. Per questo, Zurbruegg ha affermato che la Svizzera dovrebbe registrare un’inflazione negativa dell’1,1% quest’anno e anche nel 2016 i prezzi dovrebbero continuare a scendere per risalire solo nel 2017. Tuttavia, il banchiere ha escluso qualsiasi similitudine con la deflazione degli anni Trenta, sostenendo che la risalita dei prezzi dovrebbero realizzarsi già verso la fine dell’anno, quando da settembre in poi dovrebbe verificarsi un aumento delle quotazioni del petrolio.   APPROFONDISCI –  Anche la Svizzera è in deflazione, ma il pil cresce e la banca centrale stima un utile record   Quanto all’economia, il pil quest’anno dovrebbe crescere dell’1%, stima dimezzata dalla precedente previsione. E resterà in calo per tutta la metà dell’anno, quando si avvertiranno i contraccolpi sull’export del super-franco. La banca centrale svizzera ha segnalato, quindi, la preferenza per un cambio più debole. A marzo era girata voce che l’istituto perseguiti adesso un cambio minimo informale nel range di 1,05-1,10 contro l’euro. Attualmente, però, il franco si mostra più forte, anche se si è allontanato dalla parità a cui si era avvicinato in aprile, dopo che la SNB era tornata ad acquistare valute straniere, come hanno rivelato i dati settimanali sui conti a vista delle banche, un indicatore degli interventi realizzati dall’istituto sul mercato dei cambi.   APPROFONDISCI – La Svizzera torna a indebolire il franco e il cambio con l’euro risale a quasi 1,05  

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