La Banca Centrale Cinese interviene ancora: iniettata nuova liquidità

Con una short-term liquidity operation, la Banca Centrale Cinese entra anche oggi in campo a sostegno di Pechino

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Con una short-term liquidity operation, la Banca Centrale Cinese entra anche oggi in campo a sostegno di Pechino

Prosegue l’interventismo della Banca Centrale Cinese per cercare di arginare i timori degli investitori in merito alla possibilità che il Dragone asiatico non sia più in grado di mantenere livelli sostenuti di crescita. Questa mattina la People’s Bank of China ha reso noto di aver proceduto con l’iniezione nel sistema finanziario di 140 miliardi di yuan ossia 21,80 miliardi di dollari a un tasso di interesse del 2,3%. La maxi iniezione è avvenuta mediante una operazione a breve termine definita short-term liquidity operation (Slo). E’ interessante notare che l’ultima volta in cui la PBOC aveva fatto ricorso a questo genere di operazione è stato 2 anni fa. Ieri la Banca Centrale Cinese aveva annunciato il taglio dei tassi di interesse su prestiti e depositi (Cina: Banca Centrale taglia i tassi e il coefficiente di riserva obbligatoria). Questa mossa non è bastata alla Borsa di Shanghai per tornare in positivo. La piazza cinese, infatti, ha rimediato un calo dell’1,27%. Il sereno, invece, sembra essere tornato in Giappone con il Nikkei che ha messo a segno un rimbalzo dopo gli scivoloni delle ultime sedute.  

Standard and Poor’s: il problema è la redditività delle società

Secondo Standard and Poor’s il “rapporto prezzo-utili dell’indice Shanghai Stock Exchange è raddoppiato nella prima metà del 2015 in un contesto caratterizzato da un miglioramento limitato della redditività delle imprese cinesi”. Addirittura gli analisti ricordano di aver rilevato già 3 anni fa, un lento declino della redditività dei colossi cinesi. L’agenzia evidenzia di aver rilevato, già tre anni fa, un declino della redditività media delle maggiori imprese cinesi. Nella loro nota, infatti, gli esperti scrivono che già a partire dal 2009 “i rischi finanziari delle società quotate hanno registrato un peggioramento“.

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