La Banca Centrale Australiana lascia invariati i tassi di interesse

Resta tutto fermo in Australia con la banca centrale che conferma il costo del denaro e si riserva un nuovo possibile taglio

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Nessun passo indietro da parte della Banca Centrale Australiana che ha confermato i tassi di riferimento al livello record del 2,75%. Secondo il governatore Glenn Stevens le conferma dei tassi dovrebbe facilitare il rilancio della crescita economica. Il numero uno della banca australiana ha anche lasciato aperta la finestra a un possibile nuovo taglio del costo del denaro “se la cosa fosse necessaria a sostenere l’economia” e laddove la consistenza dell’inflazione consentisse un’operazione di questo tipo.

 

Tassi Fed: le previsioni degli analisti

Proprio le politiche monetaria continuano ad essere il fulcro dei movimenti degli investitori. La preoccupazione del mercato, in particolare, è tutta connessa alla possibile decisione della Fed di ridurre il ritmo degli acquisti di titoli di stato e bond legati ai mutui (attualmente a quota 85 mld di dollari al mese) preparando, di fatto, l’exit strategy dall’attuale politica monetaria. Del resto, i nuovi numeri sull’economia a stelle e strisce sembrano sostenere una ipotesi di questo tipo grazie a una ripresa che sta finalmente dando segnali di solidità. 

Se è quindi inevitabile che la Fed chiuda con l’attuale politica monetaria, il vero dilemma è capire quando si arriverà a un simile cambio di registro che tanto preoccupa gli investitori. Secondo James McDonald, capo strategist degli investimenti di Northern Trust, la Federal Reserve non avrebbe fretta di muoversi. “Il ilgioramento del tasso di disoccupazione non è stato di alta qualità e l’inflazione sta scendendo, così la Fed resterà ferma ancora per un po’ di tempo” ha affermato l’analista.

 

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