Krugman: La Nuova Economia Voodoo

Paul Krugman sul New York Times riprende la famosa critica al neo liberismo come "Voodoo Economics" formulata negli anni '80, per sostenere che anche i discorsi di oggi sull'austerità replicano una sorta di occulta magia nera e ignorano la realtà...

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The New York Times, Paul Krugman – Ogni volta che penso che forse stiamo facendo progressi contro i pregiudizi e i miti che in questi giorni passano per essere giudizi assennati, arriva qualcosa a rinnovare la mia disperazione, come questo editoriale sul Financial Time.

L’editoriale è una risposta alle ultime brutte notizie economiche dal Regno Unito, che, si dice, non offrono alcuna ragione per riconsiderare le politiche di austerità. Ecco l’argomento di merito, per esteso:

 

Ed Miliband, il leader dell’opposizione, come prevedibile, ha utilizzato i dati per attaccare la coalizione per “aver fatto troppi tagli, e troppo in fretta”. Ma non è un argomento convincente. Non vi è alcuna garanzia che nell’ambito di una politica fiscale più espansiva l’economia Britannica avrebbe fatto molto meglio. E, al contrario, c’è il rischio che i tassi bassi sui prestiti nel Regno Unito avrebbero potuto aumentare.

 

Questo è davvero straordinario, se ci si pensa per un minuto.

 

E’ vero che non c’è “alcuna garanzia” che la Gran Bretagna sarebbe andata meglio con meno austerità, nella vita niente è garantito. Hey, la mia tazza di caffè potrebbe improvvisamente trasformarsi in un blocco di ghiaccio – la termodinamica è solo statistica, si sa. Ma ora c’è la prova schiacciante (pdf) che la contrazione della politica fiscale ha effetti recessivi, non ultimo dai risultati dell’austerità in Europa.

In qualche modo, però, il FT si sente in grado di respingere questa prova sulla base di … che cosa?

Poi c’è l’affermazione che i rendimenti obbligazionari potrebbero aumentare. Beh, certo, e ci potrebbe essere una crisi o qualsiasi altra cosa. Ma nulla nell’esperienza recente suggerisce che i paesi con delle valute proprie sono a rischio di un attacco da parte dei bond vigilantes – il tasso Giapponese a 10 anni, dopo più di un decennio di avvertimenti che la crisi sarebbe esplosa da un giorno all’altro, è allo 0,91 per cento.

 

Inoltre, gli economisti più rispettabili ora sostengono in modo convincente che l’austerità in una economia fortemente depressa è controproducente, cosicché indietreggiare nell’austerità dovrebbe incoraggiare, non preoccupare, gli investitori obbligazionari.

Così l’argomento del FT si riduce all’affermazione che la Gran Bretagna deve mantenere la rotta, affinché non sia abbandonata dalla fata fiducia e attaccata da invisibili bond vigilantes.

E chi ha scritto questo si considera ragionevole e giudizioso.

 

 

Articolo originale: The New Voodoo

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