Juncker avverte Italia e Francia: conseguenze spiacevoli senza riforme entro marzo

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha avvertito Italia e Francia che senza le riforme entro marzo, si aprirà per loro la procedura d'infrazione per deficit eccessivo.

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Dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha difeso la sua decisione di concedere più tempo a Italia e Francia fino al marzo del 2015 per risanare i loro bilanci, ma allo stesso tempo ha avvertito che se i rispettivi governi non passeranno entro quel mese dalle parole ai fatti, per i due paesi “ci saranno conseguenze spiacevoli”. Parole durissime, quelle pronunciate dal numero uno di Bruxelles, che ha aggiunto, però, di riporre fiducia negli italiani e i francesi. Dunque, i tre mesi che ci separano dal mese di marzo, quando il governo Renzi dovrà dimostrare alla Commissione di avere reperito i 6,3 miliardi di euro e di avere messo in cantiere un nutrito piano di riforme, non saranno né facili, né un lasso di tempo concessoci per continuare a dare calci al barattolo.   APPROFONDISCI – L’Europa darà 4 mesi di tempo al governo Renzi su deficit e riforme, ecco cosa rischiamo Scontro in vista tra Renzi e Padoan sul tetto del deficit al 3%?   In circa 100 giorni, il premier Matteo Renzi dovrà dare una seria sterzata alla sua azione di governo, altrimenti il rischio che si apra nei confronti dell’Italia l’iter per una procedura d’infrazione per deficit eccessivo è realistica. Lo stesso vale per la Francia, che pur avendo un debito pubblico inferiore a quello italiano del 40% del pil, ha oggi un deficit nettamente sopra il 4%. La scommessa di chi pensava nel nostro paese che si sarebbero ottenuti risultati o concessioni alzando la voce a Bruxelles si è rivelata persa. La Germania non intende fare alcuno dietro-front sulle riforme e sul risanamento dei conti pubblici e la moneta di scambio sotto banco con Mario Draghi potrebbe essere alla fine proprio questa: riforme in cambio di un occhio chiuso sul varo di un QE europeo. Non saranno semplici i prossimi 100 giorni per Renzi, che dovrà affrontare un percorso ad ostacoli sul fronte interno ed europeo: elezione del nuovo capo dello stato, con i possibili scenari tutt’altro che confortanti; l’approvazione di una nuova legge elettorale, che si allontana sempre di più; il caos politico in Grecia, che potrebbe destabilizzare i mercati finanziari.   APPROFONDISCI – La promessa elettorale di Juncker: tetto deficit si può sforare, ma non in Italia.      

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