Janet Yellen si presenta alla Fed. Le attese per una donna “dal buon fiuto”

La neo-governatrice della Federal Reserve punterà più sull'occupazione che non sulla stabilità dei prezzi. Ha fama di "colomba" radicale, ma nel 1996 ci vide giusto, quando attaccò la politica dei tassi bassi di Greenspan, chiedendo una stretta. Adesso, ha cambiato idea

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La neo-governatrice della Federal Reserve punterà più sull'occupazione che non sulla stabilità dei prezzi. Ha fama di

Fresca di nomina, Janet Yellen, il primo governatore donna della Fed, potenzialmente ora tra le persone più potenti al mondo, ha commentato la decisione di Barack Obama con un laconico “bisogna fare di più per la crescita. Ancora troppi americani non lavorano“.

 

Disoccupazione Usa: dove è la verità

Perché se la disoccupazione è scesa al 7,3% (numeri da sogno per l’Italia di questi anni), in realtà, è stata la stessa Yellen a febbraio a chiarire che ben un quarto di quanti cercano lavoro in America, ossia tre milioni di persone su dodici, sono senza un’occupazione da almeno un anno. Con effetti negativi sul loro stato economico, sulle probabilità future di trovare un’occupazione, oltre che sulla loro salute.

E le cifre sono evidentemente sotto-stimate, perché il tasso di occupazione è sceso al minimo degli ultimi 35 anni, al 63,2%. Questo significa che la discesa della disoccupazione di questi ultimi mesi non sarebbe legata alla ripresa incerta dell’economia, ma al fatto che molte persone si sono sfiduciate e hanno rinunciato a cercare lavoro.

 

Tapering rinviato a oltranza?

Si sapeva già che la Yellen avrebbe puntato più sull’occupazione che non sulla stabilità dei prezzi, avvalendosi del doppio mandato previsto dallo statuto della Fed. Il “tapering”, ossia la riduzione degli stimoli monetari da 85 miliardi di dollari al mese, dovrebbe iniziare solo quando il tasso di disoccupazione sarà sceso al 7% e i tassi saranno aumentati solo quando esso si attesterà al 6,5%, compatibilmente con un target d’inflazione tra il 2% e il 2,5%. E non saranno nemmeno interventi automatici. Per questo, dovremmo attendere dicembre (è la previsione di Pimco) o forse anche l’inizio del 2014 per captare i primi segnali della riduzione della liquidità a costo zero, ma i tassi potrebbero salire non prima dei prossimi 2 anni e mezzo da ora, nel 2016.

 

Chi è Janet Yellen? Da falco a colomba in pochi anni

Eppure, non sempre la storia della Yellen è stata quella di una “colomba”. Non tutti sanno, ad esempio, che in passato è stata considerata un “falco”, quando nel 1996 attaccò l’allora governatore Alan Greenspan (1987-2005), invitandolo ad aumentare i tassi, altrimenti si si sarebbe corso il rischio di creare una sorta di dipendenza dell’economia dai tassi bassi della Fed. Ma erano i tempi in cui Greenspan veniva considerato un semi-dio e ogni sua parola era verbo. I fatti hanno dimostrato che le sue manovre accomodanti sotto la presidenza Clinton prima e Bush jr dopo hanno provocato il più grande disastro finanziario del pianeta dal 1929. La Yellen aveva ragione, così come quando nel 2007, sia a giugno che a dicembre, dichiarava ai colleghi del Fomc di essere “angosciata” per il settore immobiliare in crisi e per l’arrivo imminente di una crisi finanziaria.

Tornando agli anni Novanta, tra il 1997 e il 1999, è stata a capo dei consulenti economici dell’amministrazione Clinton, all’epoca in cui al Tesoro c’era un certo Robert Rubin, succeduto da Lawrence Summers, considerati i fautori della deregulation delle grandi banche e della finanza. In sostanza, parliamo di un neo-governatore con notevole esperienza politica e strettamente economica, dal profilo più complesso di quello che ha assunto negli ultimi anni con il ruolo di “colomba” radicale in seno al Fomc.

 

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Preso atto della nomina, non possiamo che augurarci che il buon fiuto che la donna ebbe negli anni passati possa continuare ad essere una sua caratteristica anche per gli anni a venire. E che stupisca i mercati, gli analisti e i cittadini americani e del mondo intero, ponendo fine alla gigantesca bolla finanziario-immobiliare ricreata sotto la gestione Bernanke e che ella stessa ha assecondato, anzi, istigato, come risposta alla crisi dei subprime del 2008.

 

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Ad oggi, però, sappiamo che la Yellen non è intimorita dal rischio inflazione, bensì da quello della deflazione. Il guaio è che forse proprio la “sua” Fed avrebbe dato vita a quel fenomeno noto come “trappola della liquidità”, che in Giappone tiene scacco l’economia da circa venti anni e che ha assunti i tratti della stagnazione e della deflazione. Speriamo che il nuovo governatore smentisca sé stesso e confermi la fama di donna esperta e intuitiva dell’economia.

 

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