Iva al 22%: l’aumento sarà il de profundis del mercato auto

Allarme Federauto: con l'aumento dell'Iva, il comparto auto sarà destinato a morire. A rischio migliaia di posti di lavoro

di Enzo Lecci, pubblicato il
Allarme Federauto: con l'aumento dell'Iva, il comparto auto sarà destinato a morire. A rischio migliaia di posti di lavoro

Il miglior modo per rilanciare il mercato auto non è certamente quello di aumentare l’Iva dall’attuale 21% al 22%. Se la decisione del governo fosse infatti approvata, il prezzo medio delle auto al concessionario subirebbe un incremento molto corposo e quindi scoraggerebbe inevitabilmente i già pochi acquisti. Non ci vuole nessuna particolare competenza, ma solo molta attinenza con l’economia reale, per comprendere che non è con l’aumento dell’Iva che si potranno rilanciare i consumi. La mossa del governo di aumentare l’odiata imposta, sembra invece essere la pietra tombale sui consumi e soprattutto su quelli di un certo peso.  

Aumento Iva: per i consumatori è una scelta scellerata

Così, dopo la dura presa di posizione di ieri della Condacos (ancora più significativa poichè avvenuta in un contesto di assoluto silenzio da parte del mondo politico e sindacale: Iva al 22%, l’aumento vien di notte), oggi a prendere posizione contro la decisione di aumentare l’Iva, è stata Federauto. L’associazione, in un durissimo comunicato, ha affermato che la mossa del governo farà cadere l’Italia ancora più in depressione. Anche per Federauto la riduzione dell’Irpef è solo “fumo negli occhi” teso ad addolcire l’indignazione che l’incremento dell’Iva dovrebbe suscitare. Riguardo al mercato auto poi, le aspettative di Federauto sembrano essere all’insegna del pessimismo più cupo. Secondo l’associazione, infatti, il rincaro dell’Iva al 22% significherebbe l’aumento di 440 euro del prezzo medio di un’auto. L’affondo di Federauto, espressione della stato di crisi di un intero settore e del rischio che migliaia di lavoratori del comparto perdano il loro posto, è andato però oltre. Secondo l’associazione, infatti, il governo Monti, con la sua politica fiscale, colpisce e sta continuando a colpire imprese, negozi, alberghi, artigiani, arrivando a criminalizzare chiunque possieda un bene di lusso e magari si è potuto permettere, tale bene, solo con i sacrifici onesti di una vita (a tal riguardo si legga anche: Salone Nautico Genova, l\’Italia scopre che la nautica è in crisi).

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Argomenti: Economia Italia

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