Italo Treno in crisi dopo nuovo Dpcm: stop alla maggior parte dei treni dopo il 10 novembre

Dal 10 novembre, Italo stopperà la maggior parte dei treni a causa delle limitazioni imposte dal nuovo Dpcm.

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Crisi treni Italo dal 10 novembre stop

La pandemia di coronavirus sta mandando in tilt anche il settore dei trasporti. Con il nuovo Dpcm, che ha imposto il riempimento fino al 50% e le forti limitazioni agli spostamenti nelle Zone rosse e arancioni, Italo Treno ha deciso di sospendere la maggior parte dei collegamenti dal 10 novembre. 

La crisi di Italo, dal 10 novembre stop treni

Il crollo della domanda, che arriva anche al 90%, ha portato Italo NTV a decidere per un blocco momentaneo dei collegamenti. Il nuovo Dpcm, in particolare, ha limitato gli spostamenti in alcune città come Milano, Torino, Bergamo, considerati territori strategici dell’azienda. Per questo motivo, fino a che saranno attive le misure restrittive, Italo ha deciso di cancellare la maggior parte dei treni alta velocità, a viaggiare saranno solo pochissimi treni sulle principali direttrici. Per l’azienda sembra di tornare al periodo di lockdown, quando si verificò un crollo della domanda altissimo che ebbe gravi effetti sul settore. Dal 10 novembre, quindi, saranno attivi solo 2 treni al giorno sulla tratta Roma-Venezia e 6 treni al giorno sulla tratta Milano-Torino-Napoli. Il personale sarà mandato in cassa integrazione. 

Le recenti parole di Luca Cordero di Montezemolo

Durante una recente intervista al Corriere della Sera, Luca Cordero di Montezemolo, aveva già anticipato la crisi di Italo: 

“A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi. E sarebbe una grande sconfitta per il Paese, non solo per noi. La concorrenza nei treni ha consentito di ridurre del 40% le tariffe, e la privatizzazione italiana viene citata come esempio in Europa.  I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente” eppure “oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all′80% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti”.

Il nuovo stop, potrebbe peggiorare la situazione dell’azienda.

A soffrire non solo i trasporti ferroviari, ma anche quelli aerei. Le prenotazioni dei voli sono calate di oltre il 60%, gli aeroporti sono mezzi vuoti e una ripresa non sembra affatto vicina.

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