Italicum, Renzi si gioca tutto e Pansa lancia l’ipotesi di un governo Draghi

Sull'Italicum si giocano le sorti del governo Renzi, che non sembra temere alcun ostacolo all'approvazione della nuova legge elettorale. Eppure si agita qualche scenario più da fantapolitica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Sull'Italicum si giocano le sorti del governo Renzi, che non sembra temere alcun ostacolo all'approvazione della nuova legge elettorale. Eppure si agita qualche scenario più da fantapolitica.

In una lettera inviata ai responsabili dei circoli del PD, il premier Matteo Renzi ha usato parole nette sulla necessità che il Parlamento approvi senza modifiche l’Italicum, la riforma della legge elettorale, arrivando a parlare di “questione di dignità per il PD”. Venerdì, ospite da Lilli Gruber, lo stesso Renzi era stato ancora più esplicito: “se non passa l’Italicum, il governo cade”.

Minoranza PD e opposizioni divise

La nettezza della posizione del premier potrebbe apparire un azzardo, ma forse è il frutto della consapevolezza che alla fine la legge elettorale la voterà un pò tutto il PD, compresa la minoranza, che si profetizza in Transatlantico possa ridursi a non più di 5 voti contrari, mentre quasi tutti i deputati democratici voteranno l’Italicum così com’è o non si presenteranno al voto. Nessuno, però, si spingerebbe seriamente a mettere in discussione il governo. C’è chi confida che il voto segreto, chiesto da Forza Italia sulle pregiudiziali di costituzionalità e che potrebbe essere richiesto anche per gli articoli, alla fine avvantaggerebbe paradossalmente Renzi, perché nel segreto delle votazioni la riforma elettorale  la voterebbero tutti, incluse ampie fette delle opposizioni, contrarie in pubblico, ma che vedono di buon occhio lo sbarramento sceso al 3% per entrare in Parlamento, così come anche pezzi del Movimento 5 Stelle potrebbero trovare ragionevoli l’assegnazione del premio di maggioranza al partito più votato e il ballottaggio.   APPROFONDISCI – Italicum, Renzi tra la paura del voto segreto e la carta del cambio di maggioranza  

Governo tecnico se Renzi cade?

Tuttavia, nessuno può escludere a priori l’incidente, ossia che pezzi del PD approfittino dell’Italicum per mandare a casa Renzi. Ciò sarebbe realistico, però, se il fatto fosse seguito non dalle elezioni anticipate, che determinerebbero la scomparsa degli oppositori interni al PD (il premier inserirebbe nel listino bloccato solo uomini a lui vicini), ma dalla formazione di un nuovo governo. Lo scenario appare poco probabile, perché Renzi non avallerebbe da segretario del primo partito italiano alcuna nuova maggioranza, ma Gianpaolo Pansa su Libero si spinge fino a ipotizzare che per impedire un ritorno alle urne senza una legge elettorale credibile, il presidente Sergio Mattarella potrebbe affidare l’incarico a Mario Draghi, l’attuale governatore della BCE, la cui presa sulla politica e la finanza in Italia sarebbe altissima. Fantapolitica forse, ma che sull’Italicum si giochino le sorti del governo Renzi sembra chiaro. Difficile, pero, immaginare che le opposizioni divise, pur con l’aiuto di un PD spaccato, possano tendere una simile imboscata al premier. Altrettanto difficile, poi, che Draghi lasci un incarico di così alto prestigio e in scadenza nel lontano 2019 per scaldare qualche mese la poltrona di Palazzo Chigi, finendo nel dimenticatoio come l’ex premier Mario Monti.   APPROFONDISCI – Italicum, ecco perché Renzi ha cacciato la minoranza del PD dalla commissione

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Argomenti: Politica