Italiani sempre più poveri: tasse record e disoccupazione, ecco quanti sono

Italiani sempre più poveri: il dramma del Sud e delle partite Iva, un paese schiacciato dalle tasse e dalla disoccupazione.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Italiani sempre più poveri: il dramma del Sud e delle partite Iva, un paese schiacciato dalle tasse e dalla disoccupazione.

Italiani sempre più poveri e schiacciati dalle tasse record. E’ questo il quadro fornito dalla Cgia sul nostro paese, dove viene segnalata anche una spesa sociale tra le più basse d’Europa. Le cifre non sono tenere. Diciotto milioni di italiani a rischio povertà oppure esclusione sociale, due facce della stessa medaglia. Questo vuol dire che il 30% della popolazione si trova in una situazione potenzialmente critica. Dall’indagine risulta invece che paesi come Francia e Germania hanno avuto una ripresa media il rischio povertà è diminuito.

Italiani sempre più poveri

L’italia si conferma il paese dove la pressione tributaria è al  29,6%, secondo i dati del 2016, una delle cifre più alte rispetto a Francia, Germania, Austria, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Le persone che si trovano in difficoltà economiche sono passate da 15 milioni a 18,1 milioni, invece di diminuire sono aumentate negli ultimi 10 anni, considerando il periodo tra il 2006 e il 2016. Sempre in Italia, il costo della spesa sociale sul Pil è pari all’11,9%, meno di noi solo la Spagna mentre per gli altri paesi europei si tratta di cifre superiori. A confermare la situazione non certo rosea dell’Italia è la Cgia che ha sottolineato “In questi ultimi anni di crisi alla gran parte dei Paesi mediterranei sono state imposte una serie di misure economiche di austerità e di rigore volte a mettere in sicurezza i conti pubblici,  questa operazione è stata portata avanti tramite uno smisurato aumento delle tasse, un forte calo degli investimenti pubblici e un corrispondente taglio del welfare state”.

Il dramma del Sud e delle partite Iva

La drammaticità della situazione italiane viene sottolineata anche dal coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo “In Italia, la disoccupazione continua a rimanere sopra l’11 per cento, mentre prima delle crisi era al 6 per cento”.

Come sempre, purtroppo, è il Sud del paese il più colpito basti pensare che solo il 55,6% del rischio povertà riguarda la Sicilia, il 49,9% la Campania e il 46,7% la Calabria. A livello lavorativo è il popolo delle partita Iva ad aver pagato il prezzo più alto e la ripresa sembra ancora lontana come ha fatto notare il segretario della CGIA, Renato Mason: “A differenza dei lavoratori dipendenti quando un autonomo chiude l’attività non beneficia di alcun ammortizzatore sociale. Perso il lavoro ci si rimette in gioco e si va alla ricerca di una nuova occupazione. In questi ultimi anni, purtroppo, non è stato facile trovarne un altro: spesso l’età non più giovanissima e le difficoltà del momento hanno costituito una barriera invalicabile al reinserimento, spingendo queste persone verso impieghi completamente in nero”.

Una situazione che è stata più volte portata alla luce come avevamo scritto nell’articolo Istat: disparità di reddito e disuguaglianze, chi sono i nuovi poveri italiani ma che sembra non trovare via d’uscita. 

Leggi anche: Pensioni: ecco perché ci saranno 6 milioni di nuovi poveri entro il 2050

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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