Italiani più ricchi dei tedeschi? La Germania attacca la Bce

Secondo il FAZ, Francoforte rinvierebbe la pubblicazione dei dati sulla ricchezza per agevolare l'erogazione degli aiuti a Cipro. Prosegue l'assedio tedesco all'Italia

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Secondo il FAZ, Francoforte rinvierebbe la pubblicazione dei dati sulla ricchezza per agevolare l'erogazione degli aiuti a Cipro. Prosegue l'assedio tedesco all'Italia

Gli italiani sono più ricchi dei tedeschi. E’ questo il risultato di un dossier di Credit Suisse, che pone i patrimoni netti privati di noi italiani al quarto posto della classifica, dietro solo a Lussemburgo, Francia e Belgio. Dietro di noi figurano Austria e Germania. In particolare, i dati dimostrerebbero che ogni italiano adulto disporrebbe di una ricchezza di 165 mila euro, contro i 139 mila euro degli austriaci e i 135 mila dei tedeschi. E complessivamente, il patrimonio privato italiano ammonta al 600% del pil, contro il 400% della Germania. Di più. A giorni, Bruxelles dovrebbe destinare almeno 17 miliardi a Cipro, che rischia il crac finanziario, se entro la fine del mese non riceverà sostegno dall’esterno (Il crac di Cipro sarebbe un grosso problema per l’Eurozona). Ebbene, l’isola, pur così malmessa, disporrebbe di un patrimonio pro-capite di 87 mila euro, al di sopra di quello di Spagna (81), Grecia (70) e Portogallo (60).  

Ricchezza italiani: un trend di crescita ininterrotto

E tra il 2008 ad oggi, nonostante la crisi finanziaria abbia travolto l’Italia, la ricchezza privata è cresciuta a un ritmo del 5% medio all’anno, mentre in Germania è rimasta pressoché stagnante.  

Crisi euro: cosa contesta il quotidiano FAZ alla Bce

Ma la polemica è sorta intorno a un articolo del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), a firma dell’editorialista Holger Steltzner, secondo cui la BCE starebbe rinviando la pubblicazione dei dati, per agevolare l’approvazione degli aiuti a Cipro da parte dell’Eurogruppo. Stando al FAZ, infatti, Francoforte temerebbe la reazione dei governi del Nord Europa, in particolare, dei suoi cittadini, i quali ad oggi sono stati accusati di egoismo, ossia di non volere aiutare quanti stiano peggio di loro, mentre adesso si scopre che alcuni stati che pretendono aiuti (Italia?) sarebbero più ricchi della Germania. In pratica, Steltzner insinua che la BCE vorrebbe pubblicare i dati relativi alla ricchezza privata nei singoli stati dell’Eurozona solo dopo che saranno stati approvati gli aiuti a Cipro, temendo che altrimenti il processo decisionale potrebbe complicarsi.  

Confronto Italia Germania su ricchezza privata e debito pubblico Italia Germania

Sta di fatto che la polemica è destinata ad accendere ancora di più gli animi dei contribuenti-elettori tedeschi. Per quanto noti da molto tempo (ad esempio, solo il 42% dei tedeschi possiede una casa di proprietà, contro una percentuale doppia in Italia), le cifre sono eloquenti: l’Italia ha un alto debito pubblico e un’alta ricchezza privata. I tedeschi hanno un (più) basso debito pubblico, ma una ricchezza privata inferiore. Come se il primo avesse finanziato nel corso dei decenni la seconda, tramite la spesa pubblica. Da qui, la Germania accetterà ancora meno di oggi richieste di aiuto o di procrastinazione di riforme chieste da Bruxelles agli stati del Sud. Difficile spiegare all’opinione pubblica teutonica che bisogna salvare quei popoli che sono stati beneficiari dell’alto livello di indebitamento pubblico dei rispettivi stati. Non solo. Se la ricchezza privata degli italiani, tanto per citare il caso più apparentemente paradossale, è alta, allora è da essa che dovrebbero derivare le risorse per abbattere il debito, secondo il ragionamento del governo e della stampa in Germania, magari imponendo una tassa patrimoniale.  

Elezioni in Germania: si cercano capri espiatori?

Non si tratta solo e tanto del temperamento e delle politiche del cancelliere Angela Merkel. Il dibattito nel Nord Europa si è da tempo surriscaldato. In vista delle elezioni federali di settembre, è nata una nuova formazione politica spiccatamente anti-euro, “Alternativa per la Germania”. Non un gruppo di fanatici o eccentrici protagonisti della vita pubblica, ma una piattaforma diretta dall’ex presidente della Confindustria tedesca, Hans-Olaf Henkel, che annovera tra i suoi membri professori universitari, economisti e giornalisti. Essi sono accomunati dalla richiesta di indire un referendum per fare decidere al popolo tedesco se accettare o meno la permanenza nell’Eurozona con tutte le sue cessioni di sovranità, mentre si contrastano con vigore i sì agli aiuti finanziari ai Piigs del cancelliere Merkel (Il partito tedesco anti-euro è un brutto colpo per Angela Merkel). I sondaggi dicono che la maggioranza dei tedeschi sarebbe per il ritorno al marco (forse, anche i due terzi di loro), infuriati dalle continue richieste di assistenza da parte degli stati “spreconi” del Sud Europa. Lo stallo politico italiano non aiuta certo a distendere il clima, perché in un solo colpo riattizza tutti gli stereotipi veri o presunti che si hanno verso il Belpaese: scarsa credibilità, incapacità di auto-riformarsi, ingovernabilità, politica puramente assistenziale. Anche l’analisi di oggi di Morgan Stanley sottolinea come sarebbe difficile per l’Italia chiedere aiuto all’ESM, nel caso in cui si formasse un governo PD-Grillo. E se l’impasse continuasse nel tempo, la recessione potrebbe sfiorare quest’anno il 3% del pil e proseguire anche nel 2014.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi Euro