Italia verso la bancarotta: nuovo record del debito pubblico e produzione industriale giù

A luglio cala la produzione industriale in Italia e sale il debito pubblico a un nuovo record. Di questo passo, la bancarotta del Bel Paese è solo una questione di tempo. La recessione morde forte e i conti pubblici sballano.

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Altri dati macro-economici negativi per l’Italia a luglio. L’Istat ha diramato in mattinata le cifre relative alla produzione industriale, che rispetto al mese di giugno è risultata in calo dell’1%, mentre su base annua, corretta per gli effetti del calendario, la contrazione è stata dell’1,8%. Nel trimestre maggio-luglio, il calo è stato dello 0,8% sui tre mesi precedenti, mentre la produzione industriale nei primi sette mesi dell’anno è rimasta invariata su base annua. Se l’economia mostra segni di ulteriori cedimento, a salire è il solo debito pubblico. Stando al Supplemento statistico di Finanza pubblica del Bollettino mensile di Bankitalia, a luglio ha segnato un nuovo massimo storico, arrivando a 2.168,6 miliardi di euro, ossia è cresciuto di 0,2 miliardi sul mese di giugno. L’aumento è stato dovuto alla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro per 4,5 miliardi (109,7 miliardi contro i 68,2 miliardi di fine luglio 2013), che ha più che compensato l’avanzo di 3,6 miliardi delle Amministrazioni pubbliche. E l’emissione dei titoli sopra la pari, l’apprezzamento dell’euro e gli effetti della rivalutazione dei BTp indicizzati all’inflazione hanno contenuto l’incremento del debito di altri 0,6 miliardi.   APPROFONDISCI – Il debito pubblico sale ancora a giugno, vi spieghiamo perché e cosa accade al deficit   Rispetto alla ripartizione settoriale, il debito delle Amministrazioni centrali ha continuato a salire per un miliardo, quello degli Enti locali è diminuito di 0,7 miliardi ed è rimasto stabile quello degli enti di previdenza. E così, nei primi sette mesi dell’anno, il debito pubblico italiano è cresciuto di 99,2 miliardi, riflettendo per 32,7 miliardi il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, per 72,1 miliardi le maggiori disponibilità liquide del Tesoro. L’apprezzamento dell’euro, la rivalutazione dei BTp indicizzati all’inflazione e l’emissione dei titoli sopra la pari hanno contenuto l’aumento del debito per complessivi 5,6 miliardi. Rispetto al luglio 2013, il debito risulta aumentato di quasi 95 miliardi. A fine luglio, poi, la quota di competenza dell’Italia, relativa agli aiuti ai governi dell’Area Euro risultava di 60,1 miliardi, in crescita di 4,5 miliardi nei primi sette mesi dell’anno (8,7 miliardi nello stesso periodo del 2013). Ora, il dato sul debito pubblico potrà essere analizzato a bocce ferme solo alla fine dell’anno, rispecchiando il suo andamento mensile variazioni della liquidità e del fabbisogno statale, quest’ultimo a sua volta dipendente dalle variabili scadenze fiscali. Tuttavia, è certo un dato. Lo stato sta rastrellando denaro alle aste a più non posso, avvantaggiandosi del crollo dei rendimenti dei nostri titoli di stato, in modo da impiegare l’eccesso di liquidità nei prossimi mesi, quando i tassi potrebbero invertire la tendenza e la liquidità sui mercati sarà più scarsa sul finire dell’anno. Nei prossimi bollettini di Bankitalia, quindi, dovremmo leggere una riduzione della montagna del debito, attraverso il calo delle disponibilità liquide del Tesoro. Ma l’andamento è in sé preoccupante. Anche perché i dati sull’economia indicano che, a fronte di un aumento del numeratore (il debito pubblico), il denominatore (il pil nominale) tende a scendere, sia per il calo della ricchezza reale, che per quello dei prezzi. Con queste cifre, è quasi scontato che il pil mostrerà un trend recessivo anche nel terzo trimestre. La ripresa resta rinviata al 2015, per ammissione dello stesso governo. Peccato che sia la stessa storia che ci viene raccontata dal 2012, anno in cui sarebbe dovuta arrivare la crescita. Finora a salire è solo il debito. I rendimenti su BoT e BTp saranno pure ai minimi storici, ma ci avviciniamo a rapidi passi verso la bancarotta.   APPROFONDISCI – La crisi si aggrava: disoccupazione risale al 12,6% a luglio, occupati in calo Prosegue la crisi dei consumi, il bonus degli 80 euro non ha effetto      

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