Italia tra giallo e mini zone rosse: come le nuove varianti potrebbero portare a nuovi lockdown

C'è timore per le nuove varianti di coronavirus, intanto crescono le mini zone rosse locali.

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Terza ondata e picco

Preoccupano le varianti del covid nel nostro paese. Attualmente ci sono 17 regioni in zona gialla, 4 in arancione, nessuna in zona rossa e bianca ma con alcune zone molto critiche tra cui nella provincia di Bolzano, dove è stato deciso per un lockdown fino al 28 febbraio e in alcune province italiane, dove a causa di importanti focolai si sono istituite delle piccole zone rosse.

Lockdown locali e mini zone rosse

Come anticipato, a preoccupare maggiormente sono le nuove varianti ma anche gli assembramenti visti nelle grandi città durante il fine settimana. La maggior parte del paese è in zona gialla ma tutto potrebbe cambiare con il prossimo monitoraggio dell’ISS in arrivo il 12 febbraio. Intanto l’Alto Adige è in lockdown fino al 28 febbraio. Bar e ristoranti sono chiusi, così come negozi al dettaglio e non è possibile spostarsi tra Comuni se non per motivi di salute, lavoro o studio.

Le scuole superiori saranno al 100% a distanza.
Anche tutta la provincia di Perugia e sei comuni della provincia di Terni sono in zona rossa fino al 21 febbraio. La decisione è stata presa dopo l’aumento dei contagi. Nell’ordinanza si legge che “nei Comuni specificati saranno sospesi tutti i servizi socioeducativi per la prima infanzia pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell’infanzia, statali e paritarie, mentre le classi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, svolgeranno esclusivamente le lezioni con modalità a distanza (Dad)”.
Oltre all’Umbria, in zona rossa anche 27 Comuni del Molise tra cui anche Termoli mentre in Abruzzo gli studenti delle scuole superiori di secondo grado torneranno alla Dad.

Paura per un lockdown nazionale

Intanto a complicare le cose ci si sono messe le nuove varianti del coronavirus.

Se rimangono casi isolati il pericolo non sussiste ma se diventeranno predominanti nelle prossime settimane il pericolo di un lockdown nazionale non è da scartare. A lanciare l’allarme è stato anche Andrea Crisanti:

“Se è un caso isolato va bene e rimane tale, ma se si incominciano a vedere più casi e si dovesse vedere che la variante brasiliana è effettivamente resistente al vaccino allora rimane solo un’opzione, ripeto: bloccare tutto per impedire che si diffonda. Significa lockdown duro, non con le zone rosse. Non possiamo permetterci di mandare all’aria il vaccino.”

In Umbria sono stati identificati 18 casi di variante inglese, altri casi sono presenti in Abruzzo, in provincia di Siena e in alcune scuole delle Marche. Ecco perché Walter Ricciardi ha parlato di tendenza in peggioramento.

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