Italia spaccata a metà: ricchi e poveri, divario sociale sempre più preoccupante

Consumi: cresce il divario sui redditi, Italia divisa e poveri sempre più poveri. La fotografia di un paese ancora fermo.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Consumi: cresce il divario sui redditi, Italia divisa e poveri sempre più poveri. La fotografia di un paese ancora fermo.

Consumi in calo e una forte disuguaglianza tra le fasce povere e quelle ricche. È la triste fotografia del Rapporto Coop 2018 che riguarda l’Italia. Dati che mettono in risalto una ripresa bloccata e un divario ancora troppo grande tra le fasce di reddito.

In Italia troppe disuguaglianze

Il nostro paese, come sempre, è protagonista e non in positivo. L’Italia, infatti, risulta essere in ripresa rispetto agli anni precedenti ma il Pil è sempre indietro rispetto alla media dei consumi europei. La causa va cercata nelle differenze sociali che sembrano aumentare invece che diminuire. Secondo il rapporto in oggetto, infatti, mentre la spesa delle famiglie ricche è cresciuta del 3% quella delle famiglie povere è scesa della stessa percentuale. Insomma chi può spende mentre chi fa fatica ad andare avanti non più farlo.

La differenza con gli altri paesi europei

Una crisi che riguarda anche la distribuzione organizzata e una ripresa totalmente rallentata come ha sottolineato a Repubblica Marco Pedroni, presidente di Coop Italia “Le vendite nei primi otto mesi del 2018 sono calate dello 0,8% con l’incertezza nel paese che fa da freno”. L’Italia sembra non essersi ancora ripresa dai livelli della crisi del 2010, i consumi sono in calo del 2,2%, una differenza importante rispetto a paesi come Germania, Francia e Spagna che invece segnano un riscontro positivo. Gli italiani spendono di media 11.600 euro pro-capite, contro gli 11.800 dei francesi e 13.800 dei tedeschi. La ragione è ovviamente sociale e va ricercata a livello locale: mentre infatti le famiglie del Nord ovest spendono, ad esempio, 2.875 euro al mese, le famiglie del Sud si attestano sui 2.071 euro. Le famiglie trentine, esempio limite, spende circa 17mila euro in più all’anno rispetto alle famiglie calabresi come fa notare il rapporto. Il divario Nord-Sud quindi è ancora molto aperto.

L’Italia, però, è in pole per i consumi alimentari con il traino del bio e di frutta e verdura, a cui va una cifra ingente del budget insieme ai consumi per i cibi pronti e la consegna cibo a domicilio.

Leggi anche: Aumenti stipendi, Italia la peggiore in Europa: polemica sul decreto dignità di Di Maio

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia