Italia: prezzi produzione industriale ai minimi dal 2010

L'incremento più contenuto dal 2010 deriva da un aumento dei prezzi sul mercato interno e da una flessione su quello estero

di Carlo Robino, pubblicato il
L'incremento più contenuto dal 2010 deriva da un aumento dei prezzi sul mercato interno e da una flessione su quello estero

A febbraio, l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali in Italia registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,3% rispetto a febbraio 2012. Lo rileva l’Istat specificando che si tratta dell’aumento tendenziale più basso da tre anni a questa parte (gennaio 2010). I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno, spiega l’istituto di statistica, crescono dello 0,2% rispetto a gennaio e dello 0,5% su base tendenziale. Al netto del comparto energetico non si registrano variazioni sul mese precedente, mentre l’incremento tendenziale è dello 0,7%. I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano un calo dello 0,1% su mese (con un calo dello 0,3% per l’area euro e una variazione nulla per l’area non euro). Anche in termini tendenziali si registra una flessione dello 0,1% (-0,6% per l’area euro e +0,2% per quella non euro), la prima dal dicembre 2009. Il contributo maggiore alla crescita tendenziale dell’indice dei prezzi dei beni venduti sul mercato interno proviene dai beni di consumo non durevoli Sul mercato estero i contributi più rilevanti derivano dai beni intermedi. Tra le attività manifatturiere, il settore di attività economica per il quale si rileva la crescita tendenziale dei prezzi più evidente è, per il mercato interno, quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, con un incremento del 4,2%, mentre per il mercato estero quello della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi, che aumenta dell’1,5%.

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Argomenti: Economia Italia