Italia paese al top per il numero di poveri: i dati Eurostat che fanno paura

L'Italia è uno dei paesi europei con più poveri, dati allarmanti da parte dell'Eurostat.

di Chiara Lanari, pubblicato il
L'Italia è uno dei paesi europei con più poveri, dati allarmanti da parte dell'Eurostat.

Italiani sempre più poveri e non è un caso se pochi giorni fa Jean-Claude Juncker aveva paragonato la situazione italiana a quella greca. I dati Eurostat parlano chiaro: a finire a rischio povertà, dopo una crisi economica molto pesante durata anni, sono stati 2,4 milioni di italiani.

Un numero impressionante di persone a rischio

La recessione ha causato sempre più persone povere o a rischio esclusione sociale, un numero che è passato dai 15 milioni del 2008 ai 17,4 milioni del 2017. Il ciò si traduce in un quarto della popolazione che vive in condizioni disagiate.

Italia e Grecia sembrano condividere il medesimo problema di rischio povertà o esclusione sociale. In Europa, genericamente, il numero di persone a rischio esclusione è sceso di 3 milioni rispetto al 2008 ma questi numeri sembrano aver riguardato le principali economie quali Germania con 830mila poveri in meno e Francia con 380mila.

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Peggio di noi Bulgaria, Romania e Grecia

La situazione italiana non sembra comunque peggiore di quella di altri paesi europei. Mentre nel nostro paese ci sono 17,4 milioni di persone a rischio povertà (il 28,9% della popolazione) guardando alla percentuale di individui a rischio, peggio di noi ci sono Bulgaria (38,9%), Romania (35,7%), Grecia (34,8%) e Lituania (29,6%).

Dati sconfortanti che erano stati messi in risalto anche dall’Istat, secondo cui nel calderone dei poveri ci sono il 6,2% dei cittadini italiani ossia 3 milioni 349 mila e il 32,3% degli stranieri ovvero 1 milione e 609 mila soggetti che vivono in condizioni economiche disagiate. Di questi quasi la metà vive al Sud per un’incidenza dell’11,4% contro il 5,1% e 5,4% del Centro e del Nord. Ne viene che il provvedimento del reddito di cittadinanza sembra quanto mai urgente e necessario con tutte le conseguenze e cambiamenti che seguono. 

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