Italia: fatturato industriale sempre più giù

Nel mese di febbraio scende del 4,7% il fatturato industriale italiano. Incide fortemente la stasi del mercato interno

di Carlo Robino, pubblicato il
Nel mese di febbraio scende del 4,7% il fatturato industriale italiano. Incide fortemente la stasi del mercato interno

In un Paese sempre più avvitato nella crisi economica non stupiscono i dati Istat sull’andamento dell’industria a febbraio. In Italia il fatturato industriale al netto della stagionalità è diminuito dell’1% rispetto a gennaio, con la componente interna che è calata per un -1,4% e su estero per un -0,3%. In termini tendenziali la caduta è sensibile e si attesta al -8,6%. Tenendo conto invece degli effetti di calendario (20 giorni lavorativi a febbraio 2013 contro i 21 di febbraio 2012) il fatturato è sceso del 4,7% con un calo del 6,7% sul mercato interno ed un aumento dello 0,3% su quello estero. Considerando la media degli ultimi tre mesi l’indice complessivo ha registrato un calo dell’1,3% rispetto al trimestre precedente. A livello disaggregato, prendendo gli indici destagionalizzati del fatturato, l’Istat rileva una variazione congiunturale positiva per l’energia (+7,6%) ma flessioni per quanto riguarda i beni strumentali (-2,5%), i beni intermedi (-2%) ed i beni di consumo (-1,3% con un -2,3% per quelli durevoli e -1,2% per quelli non durevoli). Considerando i vari settori l’incremento tendenziale più ampio si e’ registrato nel settore delle attività estrattive (+15,7% e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, di misurazione e orologi +10,5%). In forte ribasso invece la fabbricazione di mezzi di trasporto e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (entrambe -14%). Per quanto riguarda il settore degli ordinativi, l’Istat ha registrato un incremento dell’indice grezzo nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+22,1%). Le variazioni negative più significative sono state registrate invece nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-17,8%), nella metallurgia e nella fabbricazione di prodotti in metallo (-11,6%) e nell’industria del legno, carta e stampa (-9,7%).

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Argomenti: Crisi economica Italia