Italia dentro o fuori dall’Euro? Ma è la Germania la vera anomalia

Da oltre due anni si parla di una possibile uscita delle nazioni deboli (Italia compresa) dall'Euro. Il vero problema della Moneta Unica è però la Germania, senza Berlino l'Europa sarebbe in equilibrio

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Da oltre due anni si parla di una possibile uscita delle nazioni deboli (Italia compresa) dall'Euro. Il vero problema della Moneta Unica è però la Germania, senza Berlino l'Europa sarebbe in equilibrio

Nel 2012, l’Italia subirà un calo del pil del 2,5% circa e anche nel 2013 vedrà contrarre la propria ricchezza dello 0,5%. Sono le previsioni di tutti gli istituti economici nazionali e stranieri. L’anno prossimo vivremo il quarto anno di recessione in sei anni. Peggio di noi solo la Grecia, che vivrà il suo sesto anno consecutivo di pil in calo.  

Perchè la crisi sembra non finire?

Cosa sta impedendo alla crisi di trovare un punto di sbocco? Essenzialmente, le politiche fiscali restrittive intraprese per ridurre l’indebitamento (aumento di imposte e tagli alla spesa) hanno un impatto negativo sulla crescita. Questo è evidente a tutti. Ciò che non è scontato, invece, è l’effetto che tale conseguenza sta avendo sulla bilancia commerciale italiana. In sostanza, in economia si tende sempre a raggiungere un equilibrio, anche quando questi viene perturbato da un qualche fattore. Ad esempio, a fronte di una recessione, un’economia dovrebbe mostrare un calo delle importazioni, per via della riduzione del reddito interno e dei consumi. Questo comporta un miglioramento del saldo della bilancia commerciale, cosa che in Italia non sta avvenendo, in quanto il calo delle importazioni è compensato dal tonfo contemporaneo anche delle nostre esportazioni. Perché? Il passivo della bilancia commerciale italiana dovrebbe mettere in moto un deprezzamento della nostra moneta verso le valute straniere. In sostanza, l’euro dovrebbe perdere valore sul dollaro, per semplificare. Ma il valore dell’euro non è determinato solo dal rapporto di forza tra gli scambi dell’Italia con il resto del mondo, quanto pure dall’andamento dell’interscambio degli altri stati dell’Eurozona. Ora, se i Paesi dell’Area Euro (Germania esclusa) mostrano un passivo commerciale complessivo di 140 miliardi di dollari, la Germania più che compensa con un attivo di 215 miliardi di dollari all’anno. Questo impedisce che l’euro si deprezzi e che l’economia giunga a un riequilibrio automatico di lungo periodo. In sostanza, la forza dell’economia tedesca non consente all’Italia di avere una valuta che rispecchi i suoi fondamentali più deboli. Non si tratta, dunque, di invocare una svalutazione a fini competitivi, rovina dell’Italietta degli anni Settanta e Ottanta. La svalutazione monetaria, infatti, se da un lato porta (ma non è detto) a un aumento delle esportazioni, dando sollievo alla produzione nazionale, dall’altro aumenta il costo dei beni importati e per un Paese come l’Italia, che compra materie prime dall’estero, ciò implica un aumento dei costi di produzione, che nel tempo annullerebbe i benefici della svalutazione stessa, attraverso un’impennata dell’inflazione. Per non parlare degli effetti disincentivanti per gli investimenti aziendali: se le imprese hanno il facile sfogo della svalutazione, non faranno granché per migliorare la produttività degli stabilimenti o per innovare il prodotto. Tutto ciò porta a un indebolimento della crescita nel medio-lungo termine, a meno che lo stato non intervenga con interventi sempre più drastici di svalutazione-inflazione. Fino alla rovina totale dell’economia.  

Uscire dall’Euro: cosa cambierebbe per l’Italia

Si calcola, ad esempio, che se l’Italia uscisse dall’euro, il ritorno alla lira ci darebbe una moneta deprezzata sull’euro tra il 30 e il 50%. A parte che dovremmo continuare a pagare il debito pubblico (ma anche quello privato) in euro, con la conseguenza di avere un indebitamento fino al 180% del pil, è chiaro che gli effetti inflattivi si mangerebbero grossa parte dei benefici certamente esistenti da una fuoriuscita dall’Eurozona. Ma è sbagliato pensare che non si debba fare nulla. L’Italia ha una moneta sopravvalutata, in relazione ai suoi fondamentali. Se avessimo la lira, pur senza un intervento della Banca d’Italia, la moneta si deprezzerebbe fino a raggiungere un nuovo punto di equilibrio con il dollaro e le altre valute straniere. D’altronde, se continuiamo a non esportare e l’euro non scende, questo significa che da qualche altra parte (in Germania) esiste una contro-spinta economica.  

Germania fuori dall’Euro: è Berlino l’anomalia dell’Europa

Il paradosso di tale ragionamento è che da due anni e mezzo ci stiamo arrovellando su quale Paese debba uscire dall’Eurozona, partendo dalla Grecia, passando per l’Irlanda, il Portogallo e arrivando fino a Spagna e Italia. Quando, al contrario, basterebbe che fosse un solo Paese ad uscire dall’euro per portare all’equilibrio il resto dell’unione monetaria: la Germania. E’ Berlino il caso a sé, sono i tedeschi ad avere un’economia diversa dal resto dell’Area Euro e le dimensioni della loro locomotiva sovrastano quelle degli altri membri, impedendo che questi godano di una valuta basata sulla loro forza economica effettiva. D’altronde, per i tedeschi l’euro rappresenta esattamente il caso opposto dell’Italia: una valuta più debole dei loro fondamentali, con la conseguenza che possono continuare a produrre e ad accumulare avanzi commerciali, senza un conseguente eccessivo apprezzamento valutario e amplificando così gli effetti positivi sulla sua produzione. Non è un caso che il boom dell’export in Germania si sia avuto dall’introduzione della moneta unica. Riforme, un corno. Berlino ha una moneta sotto-valutata, fa concorrenza sleale agli altri partner dell’Eurozona. Peraltro, se ad uscire dall’unione monetaria fossero i tedeschi, essi avrebbero minori difficoltà di un qualsivoglia stato del sud, perché un conto sarebbe affrontare un’iper-svalutazione del cambio e un’inflazione a due cifre, un altro un processo di rivalutazione e annesso tonfo dell’export. Che la crisi non si possa risolvere mettendo alla porta la padrona di casa?

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Argomenti: Crisi Euro