Italia: crescita degli stipendi erosa dall’inflazione

L'Istat certifica che ad ottobre in un anno le retribuzioni sono cresciute dell'1,5%, ma non per tutti. Nel settore pubblico come nelle telecomunicazioni gli stipendi non sono cresciuti. E intanto il potere d'acquisto si riduce sotto il peso dell'inflazione

di Carlo Robino, pubblicato il
L'Istat certifica che ad ottobre in un anno le retribuzioni sono cresciute dell'1,5%, ma non per tutti. Nel settore pubblico come nelle telecomunicazioni gli stipendi non sono cresciuti. E intanto il potere d'acquisto si riduce sotto il peso dell'inflazione

L’Istat comunica oggi i dati sull‘indice delle retribuzioni orarie in ottobre. Variazioni positive sia rispetto a settembre (+0,2%) che ad un anno fa (+1,5%). Incoraggiante anche il periodo  gennaio-ottobre 2012, con l’indice che e’ cresciuto nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente sempre dell’1,5%. Con riferimento ai principali macrosettori, a ottobre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un aumento tendenziale del 2,1% per i dipendenti del settore privato mentre gli stipendi della pubblica amministrazione non si muovono. I comparti che presentano gli incrementi tendenziali più rilevanti sono: acqua e servizi di smaltimento rifiuti (3%), energia elettrica e gas (2,9%), tessili abbigliamento e lavorazione pelli (2,8%). Si registrano, invece, variazioni nulle per telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione. Da notare che tutti questi incrementi in realtà non incrementano il nostro potere d’acquisto visto il tasso di inflazione che a ottobre è stato del 2,6%, più di un punto sopra rispetto all’incremento degli stipendi. L’Istat ha monitorato anche le tipologie contrattuali che regolano il mondo del lavoro, e ha osservato che a ottobre 2012 i contratti collettivi nazionali di lavoro, in vigore per la parte economica, corrispondono al 69,3% degli occupati dipendenti e al 65,8% del monte retributivo osservato. Tra i contratti sottoposti all’indagine, si e’ registrato il recepimento dell’accordo per i dipendenti dell’industria chimica, mentre sono scaduti quelli dell’industria alimentare e olearia. Alla fine di ottobre, prosegue l’istituto, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo e’ del 30,7% nel totale dell’economia e del 9,8% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto e’, in media, di 32,2 mesi per l’insieme degli occupati e di 26,7 mesi per il settore privato. Com-Ale

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Argomenti: Economia Italia