Esclusivo: l’Italia corteggia Intel per un impianto di chip che vale miliardi di euro

Il governo starebbe preparando un’offerta dettagliata per convincere Intel a costruire un impianto avanzato per la produzione di chip.

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Il governo starebbe preparando un’offerta dettagliata per convincere Intel a costruire un impianto avanzato per la produzione di chip.

Il governo starebbe preparando un’offerta per cercare di convincere Intel a investire miliardi di euro in un impianto avanzato di produzione di chip in Italia. È quanto stato reso noto di recente dall’agenzia stampa Reuters.com.
Gli impianti farebbero parte di un’iniziativa della società statunitense per costruire capacità produttive all’avanguardia in Europa per evitare future carenze di approvvigionamento come quella che attualmente sta paralizzando in particolare l’industria automobilistica.
Secondo le prime stime, si tratterebbe di un investimento di più di 4 miliardi di euro e il governo è pronto a finanziare parte dell’investimento complessivo con soldi pubblici e ad offrire condizioni favorevoli a Intel, anche sui costi del lavoro e dell’energia, affermano le fonti.

Il governo lancia la sua offerta a Intel

Come già detto in apertura, il governo italiano starebbe preparando un’offerta molto dettagliata per convincere Intel a costruire un impianto avanzato di produzione di chip. Si tratterebbe di un investimento di più di 4 miliardi di euro, cofinanziato dallo stato. La fabbrica creerebbe più di 1.000 posti di lavoro diretti in Italia.
Secondo le fonti di Reuters.com, i potenziali siti potrebbero essere quelli di Mirafiori e Catania, dove già opera il produttore di chip italo-francese STMicroelectronics.
Il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha affermato questa settimana che l’UE deve agire “ora e con decisione” per aumentare la produzione e raggiungere il suo obiettivo di produrre il 20% della produzione mondiale di semiconduttori entro il 2030.
Tuttavia, la costruzione della di un impianto del genere richiederà anni ed è improbabile che possa aiutare le case automobilistiche europee nel breve termine.

Fonte: Reuters.com

 

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