Azioni Snapchat a +44% con IPO, ma ecco perché sarebbero sopravvalutate

L'IPO di Snapchat è la più grande degli ultimi anni, ma le azioni sembrano sopravvalutate e ieri sono schizzate al loro primo giorno in borsa del 44%. Vediamo i numeri.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'IPO di Snapchat è la più grande degli ultimi anni, ma le azioni sembrano sopravvalutate e ieri sono schizzate al loro primo giorno in borsa del 44%. Vediamo i numeri.

Ieri, è stato il giorno dello sbarco in borsa di Snapchat, la società dei messaggi che si auto-cancellano dopo 24 ore, che ha appena dato vita a una IPO da 24 miliardi di dollari, attraverso l’emissione di 200 milioni di azioni, suddivise in tre classi, ciascuna delle quali è stata offerta all’inizio delle contrattazioni a 17 dollari, consentendo così ai fondatori di raccogliere 3,4 miliardi, di cui 2,5 sul mercato e i restanti 900 milioni tra i propri soci. Ma al termine della sua prima seduta al New York Stock Exchange, il valore delle azioni risultava schizzato del 44% rispetto all’apertura, ovvero a 24,48 dollari, per cui la capitalizzazione complessiva di Snapchat è salita a ben 34 miliardi.

Numeri da capogiro. Non si vedeva un’IPO così consistente sin dalla quotazione di Alibaba del 2014. Eppure, c’è grande scetticismo sul mercato sul valore reale della società, che pur essendo attiva nello stesso comparto in cui operano colossi come Facebook, Twitter e Instagram, non pare averne i numeri e nemmeno le prospettive. (Leggi anche: Snapchat sbarca in borsa con una IPO da 25 miliardi, ma serve cautela)

I numeri di Snapchat

Partiamo dal bilancio 2016: Snapchat ha chiuso con ricavi per 404,5 milioni e una perdita netta di 514,6 milioni, in crescita rispetto al rosso di 372,9 milioni segnato nel 2015. Nel prospetto inviato alla SEC prima della quotazione, la società ha fatto presente come non abbia mai maturato un solo dollaro di utile dalla sua nascita nel 2011 e ha avvertito come potrebbe non produrre mai alcun risultato positivo.

Al termine dello scorso anno, gli utenti Snapchat nel mondo erano 158 milioni, ciascuno dei quali, quindi, ha generato ricavi per circa 2,55 dollari. A titolo di confronto, Twitter ha fatturato 2,5 miliardi nel 2016, a fronte di 319 milioni di utenti, ciascuno dei quali ha esitato 7,84 dollari di ricavi, oltre tre volte tanto. Eppure, Twitter, tanto vituperata per non avere ancora mai segnato un bilancio positivo, in borsa capitalizza 4,5 volte il suo fatturato, mentre alle valutazioni di ieri, Snapchat viene stimata a 84 volte il suo fatturato, quasi 20 volte in più dei più celebri cinguettii. (Leggi anche: Come funziona Snapchat)

Nemmeno le previsioni più ottimistiche giustificano l’IPO di ieri

Anche supponendo che il numero degli utenti aumenti al ritmo del 50% all’anno, come nel biennio precedente, per altri cinque anni e che la società riesca a maturare un margine di profitto del 25%, tenuto conto dei ricavi pro-capite, si otterrebbe al 2021 un utile pari a 44-45 volte più basso dell’attuale valore di capitalizzazione a Wall Street di Snapchat, quando la stessa Facebook non va oltre 40 ed è in attivo già dal 2009, con utili più che decuplicati nel 2016 rispetto a soli 5 anni prima, grazie a un margine di oltre il 36%.

I dati parlerebbero chiaro: Snapchat sembra sopravvalutata e pure di molto, a meno di non condividere le previsioni più ottimistiche degli analisti, basate su ipotesi abbastanza forti e che nemmeno queste riuscirebbero a giustificare appieno i prezzi delle azioni in chiusura di giornata, ieri. Il sentore è che molti stiano investendo in un’ottica di breve termine, confidando nell’accoglienza positiva del mercato, ma pronti a sbarazzarsi del titolo al primo accenno di debolezza, che potrebbe arrivare anche subito.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bolla finanziaria, Economia USA

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.