Crisi in stile Venezuela evitata in poche settimane, l’Egitto da una lezione a Caracas

L'Egitto ha evitato la degenerazione della crisi, svalutando il cambio e stroncando sul nascere le minacce di iperinflazione in stile venezuelano. Già in atto i primi segnali di ripresa.

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L'Egitto ha evitato la degenerazione della crisi, svalutando il cambio e stroncando sul nascere le minacce di iperinflazione in stile venezuelano. Già in atto i primi segnali di ripresa.

Mentre la crisi in Venezuela degenera in scene che pensavamo non più possibili per un’economia emergente, l’Egitto ha dimostrato in poche settimane di essere in grado di evitare un simile destino, adottando le giuste misure e senza attendere troppo tempo, prima di intervenire. Agli inizi di novembre, la banca centrale ha dovuto porre fine al cambio fisso tra lira egiziana e dollaro, che era stato di poco svalutato nel marzo scorso, ma restando sempre slegato dai fondamentali. Si è passati in pochi giorni da un rapporto di 8,8 a uno di 17-18, con punte di 20 a dicembre. In altri termini, la lira ha perso oltre la metà del suo valore e ciò ha impattato sin da subito sull’inflazione, in accelerazione dal 13,6% di ottobre al 28,1% di gennaio.

Tuttavia, grazie alla svalutazione, i dollari sono tornati ad affluire in Egitto, come dimostrano le riserve valutarie, salite a 26,3 miliardi il mese scorso, dai 17,5 del giugno 2016. Gli investimenti in titoli di stato a breve termine sono anch’essi aumentati dagli 0,1 miliardi precedenti alla svalutazione agli 1,2 miliardi di gennaio. Ciò sta già riducendo i rendimenti sovrani, anche se restano elevati (17% sui 9 mesi), in considerazione anche dei tassi di riferimento, alzati a novembre di 300 punti base al 14,75%. (Leggi anche: Egitto, svalutazione fa impennare inflazione)

Iperinflazione evitata, lira egiziana torna a rafforzarsi

Il cambio ha già iniziato a rafforzarsi, tanto che oggi si attesta a 16,5 contro un dollaro, segnalando un recupero di circa il 17% in appena un paio di mesi e allentando la pressione attesa sui prezzi, con il Fondo Monetario Internazionale a prevedere una decelerazione dell’inflazione al 16,6% annuale a giugno. Ad agevolare la discesa sarebbe anche la politica fiscale restrittiva, assistita da aiuti dell’FMI per 12 miliardi complessivi, di cui 1,25 miliardi dovrebbero essere stanziati a breve.

Il programma di assistenza finanziaria assume un tasso di cambio implicito di 12-14 contro un dollaro, più forte di almeno il 15% rispetto a quello attuale. Restano anche da verificare gli impatti inflazionistici dell’aumento dell’IVA dal 13% al 14% e l’ulteriore taglio dei sussidi alle famiglie, che ad oggi tengono bassi, tra l’altro, le bollette della luce. (Leggi anche: Crollo lira egiziana una dura lezione sui cambi fissi)

Niente crisi in stile Venezuela

L’outlook per l’economia egiziana è così migliorato in poche settimane e se ad ottobre parlavamo di segni di una incipiente crisi in stile Venezuela, con la carenza di beni come lo zucchero e l’esplosione dei prezzi, oltre che del mercato nero del cambio, adesso le cose stanno messe molto diversamente ed è incoraggiante, che l’inflazione sembra già avere toccato il picco, quando rischiava di schizzare a tre cifre, come nel paese sudamericano, nel caso non fosse stato affrontato tempestivamente il problema di un cambio eccessivamente sopravvalutato e della conseguente carenza di dollari, che a sua volta avrebbe impedito l’importazioni di beni.

Si consideri che il contesto geo-politico non è favorevole per Il Cairo, alle prese con tensioni interne legate allo scontro tra il governo del presidente Al Sisi e i Fratelli Mussulmani, nonché con la minaccia terroristica, che ha da qualche anno provocato un crollo delle presenze di turisti stranieri nel paese. Eppure, l’intervento tempestivo di governo e banca centrale ha allontanato almeno le ombre più buie, evidenziando quanto economie come Venezuela e Argentina, in questi anni, abbiano insensatamente esposto le rispettive popolazioni a inutili patimenti, frutto più dell’ideologia, che dell’impossibilità pratica di fare diversamente. (Leggi anche: Egitto, turisti scomparsi dalle Piramidi)

 

 

 

 

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