Investire nell’immobiliare britannico, ecco la nuova grande opportunità post-Covid

Londra ha azzerato le imposte sugli acquisti di immobili, a determinate condizioni. Per il mercato britannico sarebbe un'ottima occasione di attrazione degli investimenti anche dall'estero.

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Trend mercato immobiliare 2021

Anche l’economia del Regno Unito è stata investita dal Coronavirus e l’impatto si prevede molto duro, con il pil che quest’anno crollerebbe a doppia cifra. Se guardiamo all’andamento del suo mercato immobiliare, però, troviamo una forte resilienza. I prezzi medi delle case sono scesi dell’1,20% tra febbraio e giugno, ma su base annua stanno continuando a crescere: +2,5% a giugno, +2,6% a maggio. Vero è che per la prima volta dal 2010, essi risultano diminuiti su base mensile per quattro volte di seguito. Al fine di offrire sostegno a un mercato che funge da traino per tutta l’economia, il governo di Londra ha sospeso la cosiddetta “Stamp Duty Land Tax” (SDLT) sugli acquisti di valore fino a 500.000 sterline.

Mercato immobiliare UK in crisi, ma la ripresa sarà già tra un anno

Gianmaria Panini di ELVinvest, società svizzera che investe all’estero, ci spiega che la SDLT è un’imposta progressiva, che grava per il 2% tra 125.001 e 250.000 sterline, per il 5% tra 250.001 e 500.000 sterline, etc. Ad essa si somma il 3% per le seconde case. Fino al marzo dell’anno prossimo, la SDLT sarà azzerata per acquisti fino a 500.000 sterline. Immaginando di acquistare un immobile proprio di 500.000 sterline, risparmieremmo 15.500 sterline, tanto sarebbe l’imposta che altrimenti avremmo dovuto pagare in condizioni ordinarie. Se l’acquisto riguardasse una seconda casa, il 3% resta dovuto a 15.000 sterline.

Uno stimolo in più per il mercato UK

Questo sgravio temporaneo fungerà certamente da stimolo per un mercato immobiliare che di per sé si presenta allettante dopo che la sterlina quest’anno ha perso il 6,4% contro l’euro. Ricordiamoci, poi, che i capitali si mettono sempre in cerca di redditività e l’azzeramento dei rendimenti obbligazionari depone anch’esso a favore di uno spostamento degli investimenti negli immobili, specie in quelle realtà dove sussistono le condizioni macro per ripartire dopo il Covid-19.

E l’economia britannica è una di queste.

Si calcola già, ad esempio, che il mercato UK sia caratterizzato da un deficit di 4 milioni di case, visto che di anno in anno la domanda eccede l’offerta e nemmeno i piani recenti per velocizzare e potenziare le autorizzazioni per costruire stanno risultando efficaci per colmare del tutto il “gap”. Nel caso in cui tale azzeramento dell’SDLT fosse capace di sostenere la domanda nel periodo in cui l’economia domestica ripartirà dopo il “lockdown”, il suddetto deficit non farebbe che ampliarsi, traducendosi in un ulteriore impulso per i prezzi. Male per chi puntasse ad acquistare un immobile per risiedervi, bene per chi volesse metterlo a frutto come un investimento.

In definitiva, il mercato immobiliare si presterebbe oggi come oggi ad essere meta di investimenti dall’estero per tutto questo insieme di caratteristiche positive di lungo periodo, a cui si sommano gli interventi fiscali di sostegno del governo nel breve. Non tutte le tipologie di immobili e le aree del Regno Unito si mostreranno uguali a tal fine, se è vero che il Covid avrebbe impresso una trasformazione delle preferenze del mercato, accelerando alcune tendenze già in corso da anni, con il comparto commerciale probabilmente a cedere il passo alle superfici della grande distribuzione, tanto per fare un esempio.

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