Investire nei mercati emergenti. Ecco le istruzioni di Blackrock per non sbagliare

Per BlackRock vale ancora la pena investire nei mercati emergenti; basta fare attenzione alla volatilità delle valute locali e al grado differente di crescita delle economie.

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I mercati emergenti non stanno dando da diversi mesi quella sicurezza a cui ci avevano abituati nel recente passato, caratterizzata da valute solide e azioni e obbligazioni in costante crescita. E anche l’economia da qualche segnale di rallentamento, dopo i tassi di crescita impetuosi degli ultimi anni.

Vale ancora la pena investire nelle economie emergenti? Gli analisti di BlackRock, fondo USA tra i più famosi al mondo, se lo sono chiesti e la loro risposta è  riassumibile in un “sì, ma iniziate a fare attenzione”.

BlackRock vede rischi per gli investimenti, connessi essenzialmente alla volatilità della valute locali, tra cui lo yuan, che al momento si attesta ai minimi da sette mesi, quando per molti anni si è mostrato solidissimo, in virtù di un accumulo imponente di riserve da parte della People’s Bank of China. Tenersi lontani, quindi, dalle valute che non garantiscono una certa stabilità, finché non sarà tornato il sereno.

I ritmi di crescita di queste economie sembrano in rallentamento, per cui è meglio distinguere tra paese e paese e valutare le ripercussioni che queste differenze avranno inevitabilmente anche sul comparto azionario.

Ma aldilà dei rischi, ci sono buone notizie per gli investitori. La prima è che queste economie possono svalutare le loro valute per rilanciare la crescita, tramite le esportazioni. La seconda è che la situazione finanziaria di questi mercati sarebbe oggi di gran lunga migliore degli anni Novanta, avendo creato le condizioni per evitare possibili default, grazie a un livello molto più alto di riserve, a una cooperazione tra gli stati, a valute libere di oscillare e ad un risparmio nazionale solido.

 

 

 

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