Investire in Messico ai tempi di Trump? Possibile scommessa vincente

Investire in Messico con la presidenza Trump negli USA potrebbe essere un affare (paradossale) nei prossimi mesi. Vediamo perché.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Investire in Messico con la presidenza Trump negli USA potrebbe essere un affare (paradossale) nei prossimi mesi. Vediamo perché.

Se c’è un paese, che si è strappato i capelli per la vittoria di Donald Trump alle elezioni USA di martedì 8 novembre è il Messico. Il presidente eletto ha promesso in campagna elettorale di costruire un muro imponente al confine tra i due paesi, in modo da impedire l’arrivo di altri immigrati clandestini. Ma la diatriba con con lo stato confinante non si ferma a questa questione dal tenore quasi simbolico. Trump ha definito il NAFTA “l’accordo peggiore mai siglato ovunque, certamente il peggiore firmato dagli USA”.

Il NAFTA è il “North America Free Trade Agreement”, ovvero l’accordo di libero scambio tra USA, Messico e Canada, firmato nel 1994 dall’amministrazione Clinton, anche se preparato da quella Bush senior. Il nuovo presidente vorrebbe stracciare quell’accordo, sostenendo che avrebbe distrutto parecchi posti di lavoro in America. Inoltre, ha confermato anche in questi giorni, attraverso il suo “transition team” di volere espellere non proprio tutti i clandestini messicani presenti sul territorio USA, che si stimano essere intorno a 6,7 milioni, ma intorno a 2 milioni con precedenti penali.

Capitali in fuga dal Messico con vittoria di Trump

La conseguenza della vittoria a sorpresa di Trump è stata traumatica a Città del Messico. Il cambio tra peso e dollaro è crollato da quel giorno del 10,8% a circa 20,20, mentre la borsa locale ha perso il 7,3%. I rendimenti dei bond sovrani a 10 anni sono saliti a loro volta di una novantina di punti base al 7,06%.

Di motivi per preoccuparsi i messicani ne hanno parecchi. Il NAFTA significa per loro l’80% delle esportazioni a rischio, a tanto ammonta la percentuale di beni venduti negli USA rispetto al totale. E le rimesse degli emigranti, clandestini o regolari che siano, ammontano a complessivi 26 miliardi di dollari all’anno, circa il 2,3% del pil. (Leggi anche: Peso messicano ci parla di Trump)

 

 

 

Davvero Trump straccerà il NAFTA?

Se il presidente Trump riuscisse ad attuare tutti i propositi sventolati in campagna elettorale, sarebbe una batosta per l’economia messicana, che perderebbe parte delle rimesse degli emigranti e una fetta significativa del suo mercato principale di sbocco. Tuttavia, la sensazione è che i mercati, come spesso capita, stiano esagerando la portata degli eventi. Se anche Trump rinegozierà il NAFTA, ciò non significa che si tornerà indietro alla situazione precedente al 1994, ovvero non straccerà davvero l’intero accordo commerciale con il Messico, ma si limiterà a un qualche aggiustamento. Nel caso contrario, avrebbero molto da perdere anche le imprese americane, che da 22 anni a questa parte hanno potuto beneficiare delle frontiere commerciali aperte con lo i due stati confinanti.

Quanto agli immigrati clandestini, si tenga conto che anche sotto l’amministrazione uscente a guida Barack Obama si registrano espatri per centinaia di migliaia di persone all’anno ed è probabile che Trump segnali agli americani di fare qualcosa di più, ma certamente non avremo di fronte uno scenario da deportazioni di massa. Le rimesse degli emigranti messicani, quindi, sarebbero grosso modo salve.

Possibile rimbalzo nei primi mesi di amministrazione Trump

Se fosse vero quanto stiamo ipotizzando, gli investitori avrebbero venduto eccessivamente le azioni e le obbligazioni messicane in questi giorni e lo stesso cambio sarebbe sottovalutando, scontando conseguenze più drammatiche di quelle reali. Considerando che le azioni in valuta locale hanno perso qualcosa come quasi il 18% in poco più di una settimana, tra cali della borsa e indebolimento del cambio, possiamo supporre che nei prossimi mesi, magari dopo che l’amministrazione Trump si sarà insediata, quando sarà evidente che le vere priorità del tycoon alla Casa Bianca siano altre, i capitali torneranno ad affluire in Messico.

Pur giustificando una parte delle perdite accusate in questi giorni, però, esisterebbe spazio per un recupero tanto della borsa, quanto del peso. E in poche settimane, chi avrà acquistato assets messicani in valuta locale potrebbe ritrovarsi con guadagni anche a due cifre. L’importante è credere che Trump non sarà così nemico dello stato messicano, come ha fatto credere nei mesi scorsi.

 

 

 

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi paesi emergenti, economie emergenti, valute emergenti

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