Investire in oro tra le tensioni globali rende: 25% in un anno, 45% in meno di 4

Oro ai massimi da quasi 6 anni e mezzo e nell'ultimo anno le quotazioni sono salite del 25%, facendo felici coloro che vi avevano investito, peraltro a fronte di un dollaro rafforzatosi contro le principali valute.

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Oro ai massimi da quasi 6 anni e mezzo e nell'ultimo anno le quotazioni sono salite del 25%, facendo felici coloro che vi avevano investito, peraltro a fronte di un dollaro rafforzatosi contro le principali valute.

Il mercato obbligazionario si spinge sempre più in acque inesplorate, con una massa di titoli dal valore di 16.000 miliardi di dollari a rendere negativamente, mentre quello azionario globale si trova in fase di estrema incertezza per le prospettive dubbie dell’economia mondiale.

Per questo, molti investitori stanno da tempo riparandosi nell’acquisto del bene rifugio per eccellenza, l’amico che nel tempo non ti tradisce mai: l’oro! Le quotazioni del metallo sono schizzate del 25% nell’ultimo anno, passando dai 1.200 agli oltre 1.500 dollari l’oncia, salendo ai massimi degli ultimi quasi 6 anni e mezzo.

Perché i bassi rendimenti delle obbligazioni “spazzatura” sono un’insensata follia

Se convertiamo i prezzi in euro, scopriamo qualcosa di molto più eclatante: l’oro non è mai stato così caro! Oggi costa sui 1.356 euro, dato il tasso di cambio contro il dollaro, superando i livelli record dell’estate di 7 anni fa. E questo già la dice lunga sulla fase straordinaria che stiamo vivendo sui mercati finanziari. In effetti, le quotazioni dell’oro sono storicamente correlate negativamente al dollaro, per cui quando questo si rafforza, le prime si contraggono e viceversa. Stavolta, questa correlazione sembra essere venuta meno, nel senso che il metallo è rincarato di molto, ma il cambio americano si è nel frattempo rafforzato ai massimi da oltre 2 anni, mettendo a segno contro le altre valute mediamente circa il 3,5% negli ultimi 12 mesi. In euro, +48%!

Se allarghiamo l’orizzonte temporale dalla fine del 2015, le soddisfazioni per gli investitori sono state persino maggiori. Le quotazioni in dollari hanno guadagnato oltre il 40% e a fronte di un cambio euro-dollaro tornato sostanzialmente ai livelli di allora. E la data scelta non è casuale, perché segna l’avvio della politica monetaria restrittiva negli USA per la prima volta dall’uscita dalla crisi del 2008-’09 e al contempo il punto più basso per le quotazioni auree dalla fine del 2009. In teoria, il rialzo dei tassi americani avrebbe dovuto sia rafforzare il dollaro, sia indebolire l’oro. Invece, si è verificato solo il primo effetto, con la conseguenza che i guadagni degli investitori non americani si sono semplicemente amplificati, essendosi apprezzata anche la valuta in cui sono denominate le (più alte) quotazioni del metallo.

Tensioni internazionali da stimolo per l’oro

Tante le ragioni di questo boom, malgrado l’assenza di inflazione presso le principali economie mondiali. Si va dal clamoroso referendum del 2016 vinto nel Regno Unito dai sostenitori della “Brexit”, alle convulsioni dell’Eurozona con il rischio “Grexit” negli anni passati e più di recente le tensioni politiche in stati come Francia e Italia, nonché la “guerra” commerciale USA-Cina e altri fattori di inquietudine nel Medio Oriente, come lo scontro tra USA e Iran sul nucleare. Insomma, i pretesti non mancano e, soprattutto, sullo sfondo c’è un’economia mondiale “drogata” di liquidità a pioggia e a costo nullo, che sostiene i valori degli assets finanziari, evidentemente alimentando una pericolosa bolla dalla quale cercano di fuggire sempre in più.

Silente e lontano dai clamori di 8 anni fa, l’oro è tornato ad assolvere il compito storicamente assegnatogli dalle società più svariate, cioè di preservare il potere di acquisto e di mettere in salvo i risparmi. Certo, entrare sul mercato quando i prezzi sono già alti espone a rischi, specie se nei prossimi mesi il dollaro dovesse indebolirsi per via del taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. A meno che la correlazione negativa a cui accennavamo non torni a manifestarsi, continuando a sostenere i prezzi del metallo, i quali non è escluso possano anche tendere ai record assoluti del 2011 (in dollari), nel caso di un rinvigorimento delle maggiori tensioni internazionali.

Il prezzo dell’oro in Europa è a un passo dal record storico

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