Investire in oro oggi a 1.500 dollari ha senso o il rischio è alto?

Prezzo dell'oro sempre sui 1.500 dollari, nonostante il biglietto verde sia forte. Ma investire nel metallo oggi avrebbe senso o esporrebbe ad alti rischi?

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Prezzo dell'oro sempre sui 1.500 dollari, nonostante il biglietto verde sia forte. Ma investire nel metallo oggi avrebbe senso o esporrebbe ad alti rischi?

Anche se in ripiegamento rispetto ai massimi di Ferragosto sopra i 1.526 dollari l’oncia, l’oro continua ad attestarsi sui livelli massimi da sei anni e mezzo, vale a dire sempre in area 1.500 dollari. Abbiamo già scritto qualche giorno fa che nella moneta unica, la quotazione del metallo ha già toccato il nuovo massimo storico e ancora oggi vale sui 1.350 euro, replicando il record dell’agosto 2012.

Dunque, l’oro è diventato molto caro. La domanda che ci si pone in questi casi è una: salirà ancora di prezzo e, quindi, ha senso investire?

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Per prima cosa, il surriscaldamento delle quotazioni del bene rifugio per eccellenza è dettato dalle tensioni internazionali, a partire dalla “guerra” dei dazi tra USA e Cina. Secondariamente, il rallentamento globale preoccupa gli investitori, che negli ultimi tempi sono tornati a rifugiarsi nel mercato a reddito fisso, tanto che ormai il 30% delle obbligazioni per un controvalore di oltre 16.000 miliardi di dollari offre rendimenti negativi.

I rendimenti dei bond fanno concorrenza all’oro, in quanto asset senza cedola. Se il Treasury offre il 5%, più difficile che un investitore opti per il metallo, i cui guadagni restano incerti nell’entità e nel tempo di maturazione. Se il rendimento del primo crolla al 2% o meno, come in questi mesi, ci si fa un pensiero, anche perché più bassi i rendimenti sovrani e corporate americani e tendenzialmente più debole dovrebbe essere il dollaro. E poiché l’oro si compra proprio in dollari, ciò ne alimenterebbe la domanda.

I rischi dall’oro oggi

Chi acquista oro si espone a un duplice rischio: di quotazione e di cambio (per i non americani). E’ sul mix tra le due variabili che si scommette quando vi s’investe. La prima è ai massimi dal 2013, ma ancora di oltre il 20% più bassa rispetto all’apice storico del tardo 2011. Il dollaro, invece, resta forte contro le principali valute, riflettendo un’economia americana anch’essa molto solida. Ma cosa accadrà quando nei prossimi mesi o tra qualche anno al massimo gli USA rallenteranno e la Federal Reserve continuerà a tagliare i tassi, anche nell’ottica di indebolire il dollaro? In teoria, ciò dovrebbe sostenere le quotazioni del dollaro, ma d’altro canto queste varranno meno di oggi, una volta convertite in euro.

E se non dovessero nemmeno reggere i livelli attuali per via dell’allentamento delle tensioni globali, il rischio sarebbe di avere acquistato un asset al massimo del prezzo, cioè nel momento meno conveniente possibile. A meno che proprio le tensioni non montino ulteriormente, in parte o del tutto compensando l’indebolimento del dollaro. Uno scenario un po’ complicato, anche perché presuppone che l’economia mondiale peggiori, ovvero che i rendimenti già infimi in Europa e Giappone scendano ulteriormente e vengano raggiunti da quelli americani. Un’ipotesi troppo forte, per cui ne deduciamo che investire in oro oggi non sarebbe insensato, specie se il miglioramento della congiuntura globale coincidesse con una risalita dei tassi d’inflazione, purché non si esageri nella percentuale del portafoglio ad esso dedicata.

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  • Alessandro ha detto:

    Salve, la seguo da tanto
    Non mi è chiara una cosa, nel caso ad esempio di investimento di 5000€ in oro, quale sarebbe la tassazione reale applicata al momento della vendita(considerando un acquisto tramite banca)? La vendita è possibile in ogni momento?
    Grazie

  • Mauro ha detto:

    forse non ho capito, ma se la congiuntura globale migliora il prezzo dell’oro scende e se il dollaro si sgonfia il cambio migliora quindi conviene comprare oro solo se si crede che il secondo effetto sia più forte del primo , corretto ?

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