Investire in crypto, la Germania apre con i fondi speciali e s’intesta la leadership del mercato

L'apertura di Berlino appare clamorosa, anche perché arriva da un mercato dei capitali tradizionalmente molto conservatore

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Investire in crypto in Germania si può

Clamorosa apertura della Germania, che a partire da lunedì prossimo consentirà ai suoi Spezialfonds di investire in crypto asset fino al 20% della loro raccolta. La decisione è stata annunciata ieri e coglie di sorpresa il mercato, anche perché i tedeschi hanno alle spalle una solida tradizione ultra-conservatrice in fatto di investimenti dei capitali.

I fondi partecipati solamente da investitori istituzionali, quali compagnie di assicurazione e fondi pensione, potranno destinare fino a un quinto della loro raccolta in strumenti come Bitcoin e altre criptovalute. Poiché gestiscono qualcosa come 1.800 miliardi di euro di capitali, nel caso in cui tutti gli interessati si portassero alla soglia massima indicata da Berlino, si libererebbero a favore delle crypto 360 miliardi. Un’enormità per un mercato ancora oggi relativamente piccolo, pur in crescita esplosiva nell’ultimo anno.

Gli analisti sembrano concordi nel ritenere che non ci sarà alcuna corsa ad investire in crypto in Germania e almeno da qui ai prossimi 5 anni i fondi interessati si terranno ben al di sotto della soglia del 20%. Del resto, i governi di un po’ tutto il mondo si mostrano restii a incentivare tali investimenti, ritenendoli ad altissimo rischio per via dell’estrema volatilità dei prezzi. Ad esempio, Bitcoin era arrivato al record storico dei 65.000 dollari in aprile, arrivando a scendere sotto i 30.000 nelle scorse settimane e risalendo in area 40.000 nelle ultime sedute.

Investire in crypto, riposizionamento degli stati in vista?

Viene da chiedersi perché mai proprio la Germania abbia aperto alle crypto. La risposta potrebbe avere a che fare con la necessità di impiegare i capitali in maniera più redditizia. Il mercato tedesco risulta particolarmente colpito dai tassi negativi, con la conseguenza che per gli investitori istituzionali è diventato molto difficile mettere a frutto i capitali, salvo addossarsi rischi crescenti.

Una decisione forse frutto un po’ della disperata ricerca di “yield” da un lato, ma anche della possibile volontà delle autorità tedesche di intestarsi la leadership di un mercato ad oggi guardato con estremo sospetto dagli USA.

La notizia offrirà sostegno al mondo delle crypto, anche perché arriva da una delle principali economie e riguarda potenzialmente centinaia di miliardi di euro di capitali. In sé, riduce anche i rischi legali a carico di questo mondo. Difficilmente, infatti, un governo di Europa o Nord America imporrà divieti a carico di un asset riconosciuto presso un grande mercato occidentale. E, soprattutto, d’ora in avanti potrebbe ingaggiarsi una lotta tra grandi economie per conquistare la leadership delle crypto.

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