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Investire in Giappone: i dati macro sono deboli, ma il settore corporate avanza

Gli utili societari in crescita e le riforme strutturali stanno cominciando a dare i loro frutti. L’analisi degli esperti di T. Rowe Price

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Gli utili societari in crescita e le riforme strutturali stanno cominciando a dare i loro frutti. L’analisi degli esperti di T. Rowe Price

I recenti miglioramenti nell’ economia giapponese, che nel secondo trimestre del 2017 ha registrato il sesto trimestre consecutivo di crescita, insieme a un miglioramento generale dell’economia globale e agli stimoli della Bank of Japan, hanno rinnovato le speranze nei confronti di un ritorno del ciclo di crescita e inflazione a lungo atteso.

 

Il settore corporate è in buona salute

 

Tuttavia, sebbene gli operatori del mercato siano in attesa di conferme dai dati macroeconomici – osserva Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Japanese Equity, T. Rowe Price – i fondamentali delle società giapponesi si sono già mossi decisamente al rialzo. Infatti, i profitti societari hanno recentemente raggiunto due obiettivi fondamentali: superare i massimi storici, toccati nel 2007, e sorpassare gli Stati Uniti in termini di utili nel corso dell’ultimo decennio.

 

Utili solidi per le società giapponesi

 

Considerando che anche i dividendi e i riacquisti di azioni stanno raggiungendo i picchi storici – dice Ciganer – possiamo considerare questa situazione come un promemoria puntuale, che ricorda che i fondamentali dell’economia e i fondamentali delle società sono due dimensioni totalmente differenti da considerare per gli investitori, soprattutto in Giappone. Il recente aumento degli utili dà sostanza alla nostra convinzione nel fatto che il Giappone continua a rappresentare un esempio interessante di crescita ciclica e autosostenuta a livello di profitti, indipendentemente dalla crescita economica e dal profilo sul lato dell’inflazione.

 

È in corso una trasformazione

Sebbene la crescita dei profitti sia notevole dal punto di vista dei dati – prosegue Ciganer – alcuni osservatori sono stati rapidi nel sottolineare il fatto che il picco dei profitti è stato guidato soprattutto da un aumento dei margini piuttosto che dall’aumento delle vendite. Tuttavia, il miglioramento dei margini di profitto indica anche che è in corso una trasformazione significativa all’interno del settore privato giapponese. Negli ultimi anni il Governo di Abe ha fatto della riforma del settore privato un obiettivo primario, mirando – attraverso regolamentazione e incentivi di incoraggiamento – a migliorare gli standard di governance, compreso l’obbligo di assumere direttori esterni, migliori return on equity e, parlando in termini più generali, maggiori ritorni per chi fornisce i capitali, ossia gli azionisti.

 

Le riforme stanno iniziando a dare i loro frutti

 

I frutti di queste riforme stanno iniziando a farsi vedere, e l’impatto sulla profittabilità delle aziende e sulle politiche di allocazione del capitale è stato significativo. Tutto ciò è avvenuto in assenza di qualsiasi significativo cambiamento reale nelle condizioni macroeconomiche domestiche e nonostante la crescita contenuta delle vendite. Grazie anche alle condizioni dell’economia globale, che sta mostrando segni sia di stabilità che di lieve miglioramento, in Giappone è in corso una crescita a doppia cifra degli utili, e le previsioni continuano a mostrare un eccellente outlook per la crescita dei profitti in Giappone rispetto all’Europa e agli Stati Uniti. La crescita delle esportazioni, l’indebolimento dello yen e lo stimolo fiscale hanno contribuito alle fasi iniziali del rally della crescita dei profitti, mentre più recentemente la spinta è arrivata da consumi e investimenti. Con una gran mole di liquidità nei bilanci, in maniera significativamente maggiore rispetto agli altri mercati sviluppati, la prospettiva che questo denaro venga sbloccato e usato per finanziare investimenti più disciplinati, o per aumentare i ritorni di capitale per gli investitori, continua ad essere un driver positivo per molte azioni giapponesi.

 

Nel frattempo, sul lato dell’inflazione…

 

In riferimento alla lotta del Giappone contro un’inflazione bassa, quasi negativa, ci sono segnali che fanno pensare a un’accelerazione dei prezzi in alcune aree.  Con il tasso di disoccupazione giapponese sceso al livello più basso da 23 anni, al 2,8% a giugno 2017, e con il rapporto tra posti di lavoro e persone in cerca di occupazione che ha raggiunto i massimi dal 19742, la scarsità di lavoratori sta diventando realtà. Visto che gli aumenti salariali rimangono modesti, i lavoratori si stanno spostando verso posizioni con salari più alti, soprattutto per quanto riguarda gli impieghi part-time. Ad un certo punto, dato che persistono le debolezze nel mercato del lavoro in un contesto di rafforzamento dell’economia globale e dei profitti delle società domestiche, è possibile che tutte queste condizioni causino un lieve aumento dell’inflazione.

 

Tuttavia – conclude Ciganer – nonostante la situazione per l’inflazione, i fondamentali solidi delle società continuano ad evidenziare che le opportunità nell’azionario giapponese non dovrebbero essere definite dall’andamento dell’economia giapponese. Gli investitori che stanno aspettando di vedere una crescita domestica più forte e il ritorno dell’inflazione, potrebbero perdersi ciò che conta di più: il contesto entro il quale operano le società giapponesi, caratterizzato dall’accelerazione dei profitti societari sostenuta da una rivoluzione della governance delle aziende e dalla fase positiva per l’economia globale.

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Argomenti: Abenomics

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