Prezzi oro deboli, investire in argento? Alternativa non automatica e ingombrante

L'argento vale oggi 68 volte in meno dell'oro, ma non è detto che convenga investire. Esistono impedimenti anche pratici.

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L'argento vale oggi 68 volte in meno dell'oro, ma non è detto che convenga investire. Esistono impedimenti anche pratici.

Il prezzo dell’oro continua a sostare intorno ai 1.160 dollari l’oncia, in attesa che si conosca stasera la decisione della Federal Reserve sui tassi USA. Le quotazioni sono scese ai minimi da inizio febbraio, pur restando in rialzo del 9,4% quest’anno. Per contro, nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento dei prezzi dell’argento, saliti a poco sopra i 17 dollari l’oncia, pur a livelli nettamente più bassi dei 20,63 dollari toccati l’1 agosto scorso.

Il rapporto tra i prezzi dei due metalli è salito da 66 di tre quattro mesi e mezzo fa all’attuale 68. In pratica, l’oro ha perso da agosto ad oggi meno dell’argento, segnalando che quest’ultimo sarebbe probabilmente prezzato basso dal mercato.

Non si tratterebbe ancora di un vero segnale di acquisto, che generalmente è individuato attorno a un rapporto di 80. Esistono, tuttavia, alcune ragioni per ipotizzare che investire in argento potrebbe essere una reazione appropriata alla crisi recente dell’oro. (Leggi anche: Oro: quotazioni in caduta dopo Trump, ma opportunità con l’argento)

India e Cina deprimono l’oro

India e Cina, le due economie maggiormente consumatrici di oro, hanno introdotto nelle ultime settimane misure legislative, che stanno negativamente impattando sul metallo. La “demonetizzazione” di Nuova Delhi, che sta comportando una grave carenza di liquidità interna, priva gli indiani del denaro necessario per acquistare oro e questo starebbe contribuendo a indebolire le quotazioni internazionali. La Cina ha avviato una stretta sui capitali, imponendo limitazioni agli acquisti di assets stranieri e tagliando le importazioni autorizzate di oro.

Più di tre famiglie sue tre in India possiedono oro. Si calcola, che nel complesso ne avrebbero per 27.000 tonnellate, una quantità spaventosamente alta pur per un paese da oltre 1,3 miliardi di abitanti. Lo scorso anno, il sub-continente asiatico ha importato anche 8.000 tonnellate di argento, quasi un quarto della domanda mondiale. E nel settembre scorso, su base annua gli indiani risultano avere consumato il 30% di oro in meno per gioielleria. (Leggi anche: Investire in argento, forse è arrivato il momento)

 

 

 

 

Domanda di argento superiore all’offerta

Questi dati potrebbero confermare una tendenza a puntare più sugli investimenti da parte di una delle principali economie consumatrici di oro e argento, dribblando così i disincentivi pubblici di questi tempi e spostando domanda in favore dell’argento.

In più, a fronte di una domanda mondiale attesa per quest’anno sulle 37.000 tonnellate di argento , l’offerta sarebbe in calo a circa 31.500 tonnellate, un fattore che spingerebbe a supporre che il prezzo del metallo dovrebbe schizzare, specie se gli indiani iniziassero a convertire parte delle immense quantità di oro detenute in casa in argento. (Leggi anche: Prezzo argento a quasi +50% quest’anno)

Impedimento pratico per l’argento

Tuttavia, grossa parte di quelle 27.000 tonnellate auree viene detenuta senza finalità d’investimento, per cui risulta difficile immaginare che una famiglia indiana venda i propri gioielli in oro per portarsi a casa quelli in argento. E c’è un dato da non sottovalutare, che è molto più pratico di quanto si pensi: lo spazio.

Se un grammo di oro vale oggi 68 volte in più di uno di argento, ciò significa che serva una quantità di argento 68 volte più alta di quella in oro per detenere a casa, anche a scopo d’investimento, lo stesso valore. Immaginiamo che una famiglia decidesse di sbarazzarsi di un lingotto d’oro da 1 kg, che alle quotazioni odierne varrebbe meno di 41.000 dollari o 38.500 euro, per puntare sull’argento. Ebbene, dovrebbe acquistarne 68 kg di argento, cosa che risulta poco pratica, visto che non basterebbe una cassaforte, ma servirebbe un intero armadio per depositarlo, esponendo a rischi e costringendo magari a recarsi in banca per depositare i lingotti in una cassaforte, ma con costi elevati, visto il peso. (Leggi anche: Il prezzo dell’oro è troppo alto?)

 

 

 

 

Speranze riposte nella crescita mondiale

D’altronde, è pur vero che l’argento abbia un impiego industriale molto più diffuso che l’oro e un eventuale miglioramento della crescita mondiale potrebbe rafforzarne la domanda, spingendo i prezzi in alto.

E’ questa la gamba su cui potrebbero poggiare le speranze di quanti intendono investire in argento, perché dalla gioielleria e dagli acquisti per investimento non pare che possano esservi grosse sorprese positive.

 

 

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