Investire all’estero: immobili, azioni e obbligazioni nei paesi emergenti

Tra le mete del futuro non c'è solo la Cina ma anche il Brasile, la Russia, la Turchia e la stessa Africa. Dall'immobiliare alle azioni, ecco alcuni scenari probabili

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tra le mete del futuro non c'è solo la Cina ma anche il Brasile, la Russia, la Turchia e la stessa Africa. Dall'immobiliare alle azioni, ecco alcuni scenari probabili

Con gli spread che tornano a livelli più “normali” e i rendimenti dei nostri bond pubblici che quasi vedono gli stessi (bassi) livelli pre-crisi, il piccolo risparmiatore italiano dovrebbe iniziare a guardarsi intorno sin da subito e molte opportunità potrebbero cogliersi all’estero e in particolari nei paesi emergenti. La prima domanda è: su cosa investire? Azioni o titoli a reddito fisso o ancora sul comparto dei beni reali, ossia gli immobili e i terreni? La seconda: dove investire?  

Dove investire all’estero

Man mano che le tensioni sui mercati si saranno schiarite del tutto, è chiaro che gli investitori si sposteranno sul comparto azionario, sebbene il trend non sarà così lineare nel corso del 2013. A parte l’Italia, dove Piazza Affari ha perso negli ultimi cinque anni il 60% del suo valore complessivo e i bancari sono letteralmente precipitati, sono anche altre le piazze finanziarie dove potrebbero diventare allentanti gli investimenti. La Cina, ad esempio, ha annunciato nei giorni scorsi un ammorbidimento delle rigidità all’ingresso dei capitali, decuplicando quelli permessi in borsa dagli attuali 80 miliardi fino ai potenziali 800 miliardi di euro. Un flusso così ingente di denaro non potrà che spingere le azioni cinesi, favorendo particolarmente i titoli legati ai consumi di massa e all’export, entrambi in crescita. E a ciò aggiungiamo la prevedibile rivalutazione del tasso di cambio, per il quale la banca centrale di Pechino è impegnata da tempo. Un plus di rendimento, quindi, che dovrebbe accrescere la redditività sia dei titoli obbligazionari che azionari cinesi (Investire in Cina: opportunità e rischi di un’economia alla conquista del mondo). Sconsigliati in Cina, per il momento, gli investimenti nel mattone, a causa del sovradimensionamento del settore, eccessivamente accresciuto con progetti pubblici faraonici.  

Immobili all’estero: meglio preferire la Russia Investimenti in Russia

L’immobiliare, invece, dovrebbe essere allettante in Russia, dove specie nella metropoli di San Pietroburgo sono possibili grossi affari a medio termine, grazie al ritardo con cui è arrivato lo sviluppo post-sovietico in questa città. Anche i terreni sono potenziali fonti di investimenti molto redditizi, ma la complessa burocrazia e le lungaggini nei tempi medi di acquisto (anche un anno) sono elementi da tenere in considerazione. La crescita sostenuta, il bassissimo indebitamento pubblico (meno del 20% del pil) e la solidità finanziaria di questo Paese lo rendono un’attrattiva da non sottovalutare per gli investimenti in azioni e obbligazioni pubbliche e private. Nel caso dei bond pubblici, i rendimenti decennali si aggirano intorno al 6,5%, con tendenza al calo, mentre i titoli delle società private possono contare su una performance molto positiva dei consumi interni e delle esportazioni. Unica incertezza è il tasso di cambio, anche se negli ultimi tre anni, tra alti e bassi, il rublo si è apprezzato del 5% contro l’euro, mostrando una forza di fondo (Investire in Russia: titoli di stato, immobili e imprese, se non ora quando?).  

Investimenti esteri: boom di interesse verso la Turchia e il Brasile

investire esteroGrandi opportunità anche dalla penisola anatolica. La Turchia è una vera tigre economica nell’ultimo decennio, caratterizzata da un debito pubblico (e privato) molto contenuto e in calo, alti tassi di crescita di ricchezza, consumi e investimenti e abbondante manodopera a basso costo. I titoli azionari vengono considerati ancora con un discreto potenziale, mostrando un rapporto medio tra valore d’impresa e utili pari a 10,5, inferiore alla media delle economie emergenti (Investire in Turchia, le potenzialità della Tigre del Bosforo) Diverse anche le opportunità offerte dagli istituti europei e non, che emettono periodicamente titoli obbligazionari denominati in lire turche e a tassi vantaggiosi. Tuttavia, a differenza del rublo, la valuta turca mostra ancora segnali di debolezza sui mercati forex, sebbene una politica monetaria meno accomodante dovrebbe favorire il recupero di terreno contro le principali divise, tra cui dollaro ed euro. Bassa pressione fiscale, settore immobiliare ad alto potenziale e un clima pro-business sono i fattori di forza del Brasile. Qui, le plusvalenze ricavabili dalla vendita nel medio termine dei titoli azionari sono potenzialmente molto alte, sia per il comparto energetico, bancario e finanziario, sia per i titoli legati ai consumi di massa. Molto interessanti le plusvalenze anche sugli immobili e gli alti rendimenti di cui si può godere nel periodo di possesso (dal 4-5% annuo per un appartamento, fino al 6% per un immobile commerciale). Ma attenzione anche in questo caso al fattore cambio. Determinante sarà da questo punto di vista la politica monetaria che intenderà adottare nei prossimi mesi il governo brasiliano, anche se non sono previste misure molto accomodanti, a beneficio di una maggiore tenuta della divisa carioca sui mercati (Investire in Brasile: tassazione leggera ma attenzione al fattore cambio).  

Investire in Africa: l’appeal delle materie prime

Spostandoci da un continente all’altro, non possiamo non tenere conto di un’area del mondo che sta sviluppandosi senza alcun clamore mediatico. E’ l’Africa sub-sahariana, considerata tra le zone più povere del pianeta. Da qualche anno, i tassi di crescita sono qui esplosivi, con il Ghana che nel 2011 è cresciuto del 14%. Le caratteristiche di quest’area sono un’abbondanza di materie prime (petrolio, oro, diamanti, altri minerali, commodities alimentari) e la capacità negli ultimi anni di sfruttare l’aumento dei relativi prezzi per fronteggiare il calo delle esportazioni verso gli USA e l’Europa in crisi (Il futuro è in Africa? Segnali di boom economico dal Sub-Sahara). Qui si trovano dieci tra le prime venti economie che il Fondo Monetario Internazionale ritiene si svilupperanno a tassi maggiori nei prossimi cinque anni. E gli indici annuali di rivalutazione delle valute locali verso l’euro e il dollaro sono in alcuni casi a due cifre, come nel Senegal. Questo comporta rendimenti potenziali piuttosto elevati sui titoli azionari e obbligazionari presso tali piazze finanziarie. In più, è incoraggiante l’espansione sostenuta dei consumi interni per la prima volta per queste economie, grazie alla crescita della loro classe media. Pertanto, mettere in portafoglio qualche titolo emesso da una società a largo consumo di questi stati non sarebbe male, specie tenendo presente il fattore cambio, che in questa fase sembra giocare un ruolo di attrazione per gli investimenti. E senza perdere di vista le potenzialità enormi del settore immobiliare, con il fabbisogno stimato in 100 milioni di case nei prossimi dieci anni, per la costruzione delle quali si metterebbero in moto investimenti per un apporto del 2-3% in più di pil all’anno.  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie, Economie Asia, economie emergenti