Intercettazione choc tra Crocetta e il medico: la Borsellino va fatta fuori come il padre

Ancora più nei guai il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, intercettato, mentre parla col suo medico, il quale pronuncia parole gravi sull'ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, figlia del giudice Palo, assassinato dalla mafia nel 1992.

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Ancora più nei guai il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, intercettato, mentre parla col suo medico, il quale pronuncia parole gravi sull'ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, figlia del giudice Palo, assassinato dalla mafia nel 1992.

“Lucia Borsellino va fatta fuori come il padre”. E’ questa l’intercettazione choc di una chiamata al cellulare tra Matteo Tutino, primario dell’ospedale di Palermo, Villa Sofia, e il governatore siciliano Rosario Crocetta. Lo scoop è stato anticipato da L’Espresso, in edicola domani. La telefonata risalirebbe ad alcuni mesi fa, quando Tutino, medico di Crocetta, risultava intercettato, tanto che pochi giorni fa è stato arrestato per truffa, peculato e truffa. Stando a quanto riporta il settimanale, da parte del governatore non vi sarebbe stata alcuna reazione. Il riferimento era, infatti, al giudice Paolo Borsellino, che il 19 luglio del 1992 rimase ucciso nella strage in Via d’Amelio. La figlia Lucia è stata assessore alla Sanità dell’amministrazione Crocetta fino a qualche settimana fa, quando ha rassegnato le dimissioni.

Giunta Crocetta paralizzata da mesi

Icona della lotta alla mafia, per via del suo cognome, il governatore Crocetta l’aveva voluta in Giunta proprio per simboleggiare il cambio di rotta che avrebbe voluto imprimere alla sanità siciliana, ma adesso rischia di trasformarsi nella classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’amministrazione Crocetta è, infatti, paralizzata da un’evidente crisi politica da molti mesi, nei fatti abbandonata dal suo stesso partito, il PD, che lo considera un corpo estraneo. La settimana scorsa, ad esempio, il governo Renzi ha impugnato diversi articoli della legge finanziaria dell’isola, inferendo un ennesimo duro colpo alle speranze del governatore di evitare il dissesto, quando già la gestione di diversi servizi risulta commissariata. Raggiunto dalla notizia, Crocetta si difende, sostenendo di non avere sentito le parole pronunciate dal suo medico, forse perché si trovava in un cono d’ombra, tanto da non avere replicato, altrimenti “sarei andato a massacrarlo di botte”.

Ma è una versione che non convince la diretta interessata, che si limita a rispondere con un laconico “dovrebbero vergognarsi”. Più duro il fratello del giudice assassinato, Salvatore, il quale evidenzia come Tutino non si sia limitato a chiedere la cacciata della nipote dalla Giunta, ma il suo “assassinio”, dato che, spiega, sostiene che dovesse fare la fine del fratello, ucciso dalla mafia.

Boom  debito Sicilia è spia del fallimento amministrazione Crocetta

Per Crocetta si tratta di un grave danno d’immagine, non certamente il primo, ma forse il più imbarazzante, per quanto non si evidenzierebbero ipotesi di reato a suo carico, né dalle anticipazioni de L’Espresso risulta che abbia a sua volta pronunciato parole gravi verso il suo allora assessore. Ma è molto probabile che il caso spingerà a una deflagrazione definitiva della sua sgangherata maggioranza al’Ars. Il governatore è in carica dalla fine di ottobre del 2012, quando con appena il 30% dei voti era riuscito a far vincere per la prima volta sull’isola la coalizione di centro-sinistra, appoggiata anche dall’UDC, grazie alle divisioni nel centro-destra e alla netta avanzata del Movimento 5 Stelle, in particolare, forse proprio ai danni di quest’ultimo. Trovandosi a gestire un debito di 5,4 miliardi di euro, oggi esso sarebbe salito alla bellezza di 7,8 miliardi, mostrando una crescita tanto veloce, quanto allarmante e senza precedenti nella pur non virtuosa storia regionale, sancendo il fallimento di un’esperienza amministrativa, che ad oggi non pare abbia contribuito a produrre frutti sul fronte della ripresa economica dell’isola e dell’efficienza nella gestione dei servizi, sanità in primis.   APPROFONDISCI – Finisce “modello Sicilia”: rottura del governo Crocetta – M5S Servizio Pubblico, puntata 12 aprile 2013: Franco Battiato contro Crocetta  

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