Inps, certificati di malattia confermano vera emergenza nazionale: la furbizia

La furbizia in Italia è la vera emergenza nazionale. Lo dimostrano anche i dati Inps sui certificati medici per malattia trasmessi dai lavoratori.

di , pubblicato il
La furbizia in Italia è la vera emergenza nazionale. Lo dimostrano anche i dati Inps sui certificati medici per malattia trasmessi dai lavoratori.

I dati dell’Inps sui certificati medici rilasciati nel 2016 sono eloquenti. Lo scorso anno, ne sono stati trasmessi 18,9 milioni, di cui 12,6 milioni nel settore privato e altri 6,3 milioni attinenti al settore pubblico. Già queste cifre segnalano una enorme disparità di frequenza con cui ci si ammalerebbe nei due settori. Considerando che i soli dipendenti privati non agricoli sarebbero sui 12,3 milioni, in media questi presenterebbero appena un certificato medico all’anno, mentre tra i dipendenti del settore pubblico il rapporto raddoppia. In totale, risultano essere stati persi 114,4 milioni di giorni di malattia, di cui 81,4 milioni nel privato e 33 milioni nel pubblico, pari rispettivamente a una media di di 6,6 giorni tra i primi e di ben 10 tra i secondi. Ora, o questi ultimi sono esposti maggiormente ad agenti patogeni e risulterebbero così più cagionevoli di salute, oppure qualcosa non quadra. Certo, possibile anche che i dipendenti privati abbiano maggiori remore nell’assentarsi (a lungo) dal posto di lavoro per non indispettire il capo, specie nelle piccole realtà aziendali, pur quando non in perfette condizioni di salute. (Leggi anche: Licenziamento invalido per troppe assenze da malattia)

Tuttavia, un altro dato ci confermerebbe la vera emergenza nazionale: l’italica furbizia. Il 29,6% delle assenze per malattia nel settore privato e il 26,8% nel pubblico sono state di lunedì. Considerando che, esclusi i weekend, durante i quali a lavorare è una minoranza di lavoratori, i giorni lavorativi in una settimana siano cinque, statisticamente ci si dovrebbe ammalare in ciascuno di essi con incidenza media del 20%, per cui i numeri di cui sopra segnalano una palese anomalia, ovvero uno scostamento non inferiore al 35-50% rispetto al dato medio. Che forse nel fine settimana ci si dia alla pazza gioia e il lunedì non si abbiano più le forze per alzarsi dal letto? O forse qualche dipendente furbetto preferisce allungarsi a modo suo la pausa del weekend?

Sul piano territoriale e in valore assoluto, il Nord ha presentato più certificati medici che il resto d’Italia.

Il Nord-Ovest è stata l’area in cui sono stati presentati più certificati medici con una quota del 28,4% sul totale nazionale, seguito dal 21,4% del Nord-Est, dal 21,1% del Centro, dal 19,3% del Sud e, infine, dal 9,8% delle Isole. Tuttavia, si consideri che gli occupati in tutto il Settentrione ammontano a oltre la metà del totale nazionale, mentre Sud+Isole pesano per il poco più del 26%. Anche da questi dati emergerebbe una minore incidenza delle assenze per malattie tra i lavoratori settentrionali rispetto alla media nazionale (quasi -20%), mentre al Centro si avrebbe un sostanziale allineamento e al Sud un’incidenza del 10% maggiore. E dire che il clima sia abbastanza benevolo nel Meridione.

 

 

Argomenti: , ,