Industria, produzione a picco: intanto Di Maio pensa al boom economico

Dati negativi per la produzione industriale a novembre ma intanto Di Maio sogna il boom economico.

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Dati negativi per la produzione industriale a novembre ma intanto Di Maio sogna il boom economico.

La produzione industriale in Italia è crollata. Secondo i dati dell’Istat basati su novembre 2018  l’indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dell’1,6% rispetto al mese precedente. L’unico aumento mostrato è quello relativo al comparto dell’energia mentre dati negativi hanno riguardato i beni intermedi, i beni strumentali e i beni di consumo. Secondo l’Istat è decisamente calata la fiducia dei consumatori e quella delle imprese con l’attesa della disoccupazione sempre più alta.

Chi è migliorato e chi no

I dati più pesanti riguardano il settore auto con un calo registrato del 19,4% su base annua e 8,6% su base mensile. In genere il settore auto ha subito un peggioramento della produzione del 5,1%, un calo che potrebbe decisamente andare peggio con l’arrivo degli incentivi economici e la tassa per i veicoli inquinanti. I comparti che invece hanno segnato un netto miglioramento sono quelli delle industrie alimentari, bevande e tabacco, produzione di prodotti farmaceutici di base, industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature. Maggiori flessioni si sono invece segnalate per l’industria del legno, della carta e stampa, attività estrattiva e fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche.

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Il premier Giuseppe Conte si è espresso in merito con queste parole: “Temevo un dato negativo era difficile che per l’Italia non fosse negativo. Ma è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione del trend economico e, per questo, ancora più importante è intervenire con la nostra manovra, nel segno della crescita e dello sviluppo sociale”.

Boom economico per Di Maio

Nonostante i dati non incoraggianti sull’entrata in recessione dell’Italia, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio è intervenuto agli Stati generali dei Consulenti del lavoro, come riporta La Repubblica, e ha parlato di boom economico: Un nuovo boom economico potrebbe rinascere: negli anni ’60 avemmo le autostrade, ora dobbiamo lavorare alla creazione delle autostrade digitali.

Quello che vogliamo realizzare per l’Italia passa da una visione dei prossimi 10 anni. L’Italia deve essere in prima linea in questa fase di trasformazione, facendo il nostro Paese una smart nation”.  Di Maio ha parlato anche di imprese e di sgravi fiscali per chi assume: “Le imprese che assumeranno i percettori avranno fino a 18 mesi di sgravi fiscali pari all’ammontare del reddito di chi entra nel programma. Chi prima assumerà quelle persone godrà del più alto sgravio fiscale”.

Le parole di Di Maio, però, sono state smorzate dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che durante un’intervista al Corriere della Sera ha ribadito “Aspettiamo i dati sull’ultimo trimestre 2018. Non vedo una recessione, vedo una situazione di stagnazione. Credo che alla fine il governo abbia saputo prendere le decisioni giuste nell’interesse dell’Italia. Le scelte non sono mai facili, specie in una fase di forte rallentamento economico”.

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