Industria italiana in caduta libera: ordini e fatturato non decollano

Fatturato dell'industria in crescita dell'1% ad agosto su luglio, ma resta negativo del 4,8% su base annua. Gli ordini in ripresa del 2%, ma anch'essi in calo tendenziale, il decimo, del 6,8%.

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L’Istat ha da poco diramato i dati sul fatturato dell’industria italiana, che lasciano intravedere uno spiraglio per la ripresa, seppur rimanendo sostanzialmente negativi. Ad agosto, il fatturato è cresciuto dell’1% su base mensile, ma su base annua, il dato corretto per gli effetti del calendario (quest’anno si sono avuti 21 giorni lavorativi contro i 22 del mese di agosto del 2012) mostra un calo del 4,8%. Si tratta del ventesimo calo consecutivo. Sul mercato interno c’è stata stazionarietà, mentre sul fronte del mercato estero si è registrata una crescita congiunturale del 3,1%. In termini tendenziali, invece, il calo è stato del 7,4% sul mercato interno, a fronte di un +1% su quello estero. L’indice grezzo per il fatturato in agosto risulta in calo del 7,6% annuo, dovuto in buona parte alla componente energetica interna.

La media degli ultimi tre mesi risulta in crescita dello 0,9% sul trimestre precedente, con un aumento dell’1% del fatturato interno e dello 0,7% di quello estero.

 

Ordini industria Italia: ancora uno scivolone nel confronto annuo

Sul fronte degli ordini, la ripresa è ancora più evidente su base mensile, +2%, ma anche in questo caso, se il raffronto avviene su base annua, il calo (dato grezzo) è del 6,8%. In questo caso, la crescita congiunturale è data da un aumento degli ordinativi interni del 3,9% e da una flessione di quelli esteri dello 0,5%. Tuttavia, l’aumento congiunturale arriva qui dopo due mesi di contrazione. E la media trimestrale risulta in crescita dello 0,1% sui tre mesi precedenti. In termini annui, il calo più marcato si è avuto nella metallurgia e nella fabbricazione di prodotti in metallo (-14%), mentre l’aumento più importante è stato nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,4%).

Tornando al fatturato, gli incrementi congiunturali maggiori si sono avuti per i beni di consumo (+1,4%), per i beni intermedi (+1,3%) e per i beni strumentali (+0,7%), mentre l’energia scende dello 0,9%.

Su base annua, l’incremento maggiore è stato registrato per la fabbricazione di macchinari e attrezzature (+3,7%), mentre il calo più forte si è avuto per la produzione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-19,6%).

 

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