Industria, giù ordini e fatturato a settembre. E la manifattura in Germania ristagna

In calo gli ordini e il fatturato dell'industria italiana a settembre, a causa del debole mercato estero. E il Pmi composito rallenta nell'Eurozona, mentre in Germania ristagna la manifattura e diminuisce anche la componente dei servizi.

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Il fatturato dell’industria in Italia nel mese di settembre è diminuito dello 0,4% rispetto ad agosto, al netto della stagionalità, e del 2,2% su base annua. L’indice grezzo del fatturato risulta in crescita tendenziale dell’1%. Lo rivela l’Istat, che ha pubblicato anche i dati sugli ordinativi di due mesi fa, risultati in calo dell’1,5% sul mese precedente (indice destagionalizzato) e dello 0,4% su base annua (indice grezzo). Quanto al fatturato, si registra un aumento dello 0,1% sul mercato interno e un calo dell’1,4% sul mercato estero, rispetto al mese precedente, mentre su base annua si ha un calo del 3,7% sul mercato interno e un balzo dello 0,7% su quello estero . Nella media degli ultimi 3 mesi, l’indice è in calo dell’1% sui tre mesi precedenti, risultato di un -1,8% per il fatturato interno e di +0,75 per quello estero. Per gli ordinativi, si registra una flessione congiunturale del 2% sul mercato estero e dell’1,2% su quello interno. Su base annua, la flessione maggiore si ha nella fabbricazione di computer ed elettronica (-12,7%), mentre il maggiore incremento si ha nella produzione di prodotti farmaceutici (+6,9%).   APPROFONDISCI – Fatturato e ordini dell’industria in ripresa ad agosto, ma in calo su base annua La crisi dell’industria si aggrava e la ripresa si allontana: a luglio giù ordini e fatturato   Riassumendo: il fatturato e gli ordinativi industriali a settembre hanno risentito negativamente in Italia della debole congiuntura delle altre economie, con l’Eurozona tornata pressoché stagnante, come dimostrano anche i dati Pmi per la Germania e l’Area Euro. A novembre, infatti, l’indice Pmi composito (manifattura e servizi) è sceso per l’Eurozona a 51,4 punti dai 52,1 punti di ottobre, al di sotto delle attese, che erano per una lieve crescita a 52,2. La componente servizi è scesa da 52,3 a 51,3 punti, il dato più basso degli ultimi 11 mesi, mentre quella manifatturiera è passata da 50,6 a 50,4 punti, il dato più basso degli ultimi 2 anni.   APPROFONDISCI – La ripresa dell’Eurozona si ferma e in Francia è crisi: tornano in calo anche i servizi   Ricordiamo che tutti i dati superiori a 50 punti indicano un’espansione dell’attività, mentre quelli inferiori ai 50 punti segnalano una contrazione. Ebbene, le cifre mostrano un deciso rallentamento proprio della cosiddetta “locomotiva europea”, la Germania. Il suo indice Pmi composito è sceso a novembre a 52,1 punti dai 53,9 di ottobre, sintesi di 50 punti dell’attività manifatturiera (51,4 a ottobre) e di 52,1 punti dei servizi (54,4 a ottobre). Le attese erano pari a 51,5 punti per la manifattura e 54,5 punti per i servizi. Il dato complessivo tedesco è il più basso degli ultimi 16 mesi, pur segnalando una crescita, sebbene trainata esclusivamente dai servizi, essendo il comparto manifatturiero stagnante.   APPROFONDISCI – La Germania sorride: indice ZEW meglio delle attese L’Eurozona è vicina alla terza recessione dal 2008. Segnali negativi anche dalla Germania                  

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