Indice Pmi servizi Eurozona: scivolone della Germania a marzo

La lettura definitiva degli indici Pmi servizi restituiscono un'Italia contratta ma in controtendenza. La Germania si avvicina sempre più alla soglia dei 50 punti mentre la Francia registra i minimi degli ultimi quattro anni

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La lettura definitiva degli indici Pmi servizi restituiscono un'Italia contratta ma in controtendenza. La Germania si avvicina sempre più alla soglia dei 50 punti mentre la Francia registra i minimi degli ultimi quattro anni

L’indice Pmi composito dell’ Eurozona nella lettura definitiva ha registrato a marzo una flessione da  47,9 punti di febbraio a 46,5 punti, in linea con le attese degli analisti. Ricordiamo che l’indice elaborato da Markit Research, con valori sopra i 50 punti, segnala un’espansione dell’attività economica mentre al di sotto indica una contrazione. Per quanto riguarda la sola componente dei servizi, l’indice  è sceso a 46,4 punti da 47,9 di febbraio, in linea con la lettura preliminare (46,5 punti).

 Nei singoli Paesi l’Italia si è confermata ancora in contrazione (Italia, Pmi servizi: terziario in contrazione consecutiva da due anni), ma  differenza di altre economie, a marzo ha viaggiato in controtendenza (da 43,6 di febbraio a 45,5). In Germania il sottoindice sui servizi ha registrato una brusca caduta: l’indice è sceso a 50,9 dalla lettura flash di 51,6 e da 54,7 di febbraio. Tuttavia per la prima economia europea  si può parlare ancora di espansione, infatti il Pmi composito è ancora al di là del valore soglia (dai 53,3 di febbraio ai 50,6 del mese scorso). La contrazione più pronunciata è comunque quella della Francia: l’indice dei direttori acquisti del settore servizi è sceso a marzo per l’ottavo mese consecutivo a 41,3 da 43,7 di febbraio, i minimi dal febbraio 2009. La lettura è peggiore della stima preliminare di 41,9 e incide sull’indice Pmi composito, che include anche il settore manifatturiero, spingendolo ai minimi di 4 anni di 41,9 da 43,1 di febbraio, sotto le attese della stima preliminare di 42,1. Secondo gli analisti a pesare sul calo della fiducia delle imprese hanno pesato  le tensioni legate alla crisi del debito dell’area visto il salvataggio di Cipro e lo stallo politico italiano.

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