Incentivi auto elettriche e ibride: paura per aumento prezzi, cosa potrebbe cambiare?

I possibili incentivi e sopratutto la tassa per le auto più inquinanti potrebbe cambiare i prezzi delle auto e a rimetterci saranno gli acquirenti.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I possibili incentivi e sopratutto la tassa per le auto più inquinanti potrebbe cambiare i prezzi delle auto e a rimetterci saranno gli acquirenti.

Sta facendo discutere l’approvazione dell’emendamento da parte della Commissione Bilancio della Camera sull’introduzione di un sistema di «bonus-malus» riguardante le auto nuove immatricolate dal 2019 al 2021. Si parla di eco-incentivi fino a 6mila euro per chi acquista un’auto nuova elettrica, ibrida o a metano e di una tassa per chi, invece, acquisterà un’auto più inquinante, che varia da 150 ai 3.000 euro, sotto i 110 grammi di CO2 per chilometro non si paga nulla.

Cosa potrebbe cambiare per i prezzi

La notizia non ha reso felici i costruttori e cresce la paura di un rialzo dei prezzi. La questione prezzi, in effetti, va in contrasto con quella relativa all’ampliamento del mercato dell’auto elettrica che è una cosa buona. Di recente si era detto che entro pochi anni questo segmento avrebbe occupato una fetta importante del mercato, si parlava di un 25% appunto. Gli incentivi economici, dunque, sono visti in un’ottica sicuramente positiva meno la questione tassa per chi invece acquisterà un’auto a benzina o diesel più inquinanti insomma. La paura non è soltanto per la frenata del mercato auto ma anche per i prezzi.

Alcuni esempi pratici

Si pensa che il prezzo medio delle auto di ogni marca potrebbero salire di 300 euro mediamente. L’esempio lampante è quella della Panda, l’auto più venduta, che potrebbe costare fino a 400 euro in più. La tassa andrebbe a colpire 350mila acquirenti contro le 150mila macchine ibride o elettriche che, ad oggi, rappresentano solo l’8,5 per cento del mercato. Secondo Michele Crisci, presidente di Unrae, la proposta è stata accolta negativamente perchè «da un lato si va a colpire l’acquisto di vetture nuove che per emissioni di Co2 saranno sempre inferiori a quelle, vecchie e inquinanti, in circolazione. Questo porterà a una frenata delle vendite e basta un calo del 4 per cento del mercato per perdere un gettito fiscale certamente superiore ai 380 milioni di euro di imposte che la nuova tassazione porterebbe nelle casse dello Stato, considerando i dati del 2018. Dall’altro lato si va a premiare un segmento, quello dell’ibrido e dell’elettrico, che è già in crescita. I 300 milioni di incentivi previsti, servirebbero solo a premiare vendite che già si sviluppano naturalmente. Se poi ci fosse davvero un ulteriore incremento grazie agli incentivi, la somma stanziata si esaurirebbe in aprile».

Quello che sembra chiaro, al momento, è che incentivi e penalizzazioni saranno fissati considerando il parametro delle emissioni di Co2. La soglia dei 110 g/km viene oltrepassata da molte auto, esempio, tra le più vendute, Fiat Panda e 500, meno che Panda a metano e la 500 col motore bicilindrico Twin Air. Molte auto medio piccole potrebbero incappare nella sovrattassa mente sono esenti alcune versioni meno potenti di Citroen C3, Ford Fiesta, Renault Clio. Questi sono solo alcuni esempi di come la tassa potrebbe andare ad incidere pesantemente nelle scelte degli italiani e di conseguenza sui prezzi come hanno fatto notare i costruttori. Quale sarà il futuro del mercato delle auto ora è tutto da vedere. 

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici