In Venezuela la crisi sta peggiorando per l’FMI. Gli aiuti petroliferi a Cuba sono a rischio

La crisi finanziaria in Venezuela si aggrava, tanto che potrebbero essere tagliati i sussidi petroliferi garantiti a paesi come Cuba e Venezuela.

di , pubblicato il

L’ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale sul Venezuela parla chiaro: l’economia mostra segnali di peggioramento, con l’inflazione per quest’anno che dovrebbe attestarsi al 50%, per scendere al 38% nel 2015. Al contempo, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dall’11,2% al 13,3%, mentre il pil sembra stagnante, con la Banca Centrale del Venezuela ad intravedere una piccola ripresa solo dalla fine della scorsa estate.

Sta di fatto, che Caracas ha accumulato un debito commerciale di 56 miliardi di dollari, frutto dell’impossibilità di pagare le importazioni, se non attraverso una rete di prestiti internazionali, come i 5 miliardi di dollari versati a dicembre dalla Cina.

La situazione finanziaria e valutaria è così tragica, che vacilla anche Alba, l’alleanza degli 8 stati latino-americani, affini ideologicamente all’ex comandante in capo Hugo Chavez e che comprende, tra gli altri, Cuba e Nicaragua.

 

APPROFONDISCI – Con la crisi in Venezuela rischia anche l’economia di Cuba

 

Alba si tiene in piedi con una politica petrolifera suicida per il Venezuela, che esporta il 20% della produzione ai paesi di Petrocaribe, a prezzi notevolmente al di sotto di quelli di mercato e che si traducono in sussidi, in particolare, in favore di L’Avana.

In cambio, Caracas riceve, ad esempio, riso dal Guyana e servizi medici e militari cubani, ma per un controvalore così basso, da uscire penalizzata commercialmente e con ogni evidenza.

Questa situazione non si regge più in piedi. Il Venezuela non è più in grado di sussidiare Cuba e il resto dell’America Latina con il petrolio, visto che ha un estremo bisogno di dollari, senza i quali non riesce più ad importare alcun bene dall’estero.

Il presidente Nicolas Maduro ha rassicurato gli alleati che il programma Petrocaribe sarà mantenuto, ma la realtà potrebbe prevalere sul sogno socialista. In più, la crisi politica in atto da settimane lascia presagire la possibile conquista del governo da parte delle attuali opposizioni, anche se le elezioni sono ancora lontane.

 

APPROFONDISCI – Venezuela, crisi sempre più grave. E Cuba mobilita le truppe pro-Maduro

 

Il programma di scambio iniquo tra petrolio e altri beni e servizi sarebbe annullato in un solo colpo, se a Caracas si registrasse una svolta politica.

Il paese avrebbe tutto da guadagnare dalla vendita del petrolio a prezzo pieno e gli acquirenti non mancherebbero di certo.

Anche per questo, Cuba si è premunita e nonostante le rassicurazioni di Maduro, ha aperto ai capitali stranieri sull’isola, nel tentativo di aumentare la crescita, attutendo un possibile contraccolpo sul fronte energetico, con i sussidi venezuelani a pesare per il 12% del suo pil.

 

APPROFONDISCI – Cuba apre agli investimenti esteri per slegarsi dal Venezuela di Maduro?

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: