In Venezuela è boom in borsa: +73% in una settimana. Cosa succede?

In Venezuela, la borsa sale del 73% in appena una settimana, ma dietro al boom di nasconde la tragedia del bolivar.

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In Venezuela, la borsa sale del 73% in appena una settimana, ma dietro  al boom di nasconde la tragedia del bolivar.

L’indice azionario principale della Borsa di Caracas è cresciuto la scorsa settimana del 73%. Un’apparente buona notizia, ottima, in arrivo una volta tanto dal Venezuela. Ma i numeri nascondono la tragedia di un’economia prossima all’abisso. Mentre gli indici azionari esplodevano, il bolivar perdeva sul mercato nero il 29,7%, schizzando a un cambio di 422 contro un dollaro, quando il tasso ufficiale è di appena 6,3. Attualmente, la valuta venezuelana ha riguadagnato qualcosa, attestandosi a 366 contro il biglietto verde, ma restando in calo di ben il 50% dall’inizio dell’anno, dopo avere perso l’82% nel 2014. Le due notizie sono collegate tra di loro: i venezuelani sono disperati per la perdita continua di valore del bolivar. Per questo, comprano tutti quegli assets che possano conservare il loro potere di acquisto. Anzitutto, vanno alla ricerca di dollari, inesistenti sul mercato ufficiale, per cui devono rivolgersi al cambio illegale. Poiché tutti vogliono dollari, ma nessuno li offre, il bolivar collassa. Ma chi vuole rimanere nella legalità o chi non ha avuto la fortuna di trovare la valuta straniera sul mercato nero, compra le azioni. In una settimana, i titoli di Banco Provincial SA sono schizzati del 76%.   APPROFONDISCI – Allarme Venezuela, sfondato il cambio di 400 tra bolivar e dollaro: -19% in 2 giorni  

Inflazione Venezuela a 3 cifre

A sua volta il collasso del bolivar è legato all’inflazione fuori controllo. L’ultimo dato ufficiale risale al dicembre del 2014, quando la banca centrale stimava la crescita annua dei prezzi al 68,5%. Secondo Bank of America, il mese scorso si sarebbe già registrata un’inflazione annua al 100,7% e mensile dell’8,5%. Ricordiamo che oltre al cambio fisso, dal 2003 è stato imposto nel paese un rigido controllo dei capitali. Per questo, è pressoché impossibile mettere al riparo il denaro all’estero, accedere alla valuta straniera al di fuori del cambio ufficiale e investire in assets, che possano assicurare una certa tutela dall’impennata dei prezzi.   APPROFONDISCI – Venezuela, la tragica profezia: presto negozi vuoti, l’inflazione salirà alle stelle  

Verso riforma del cambio?

Adesso, la situazione appare così grave che il presidente Nicolas Maduro avrebbe in mente di unificare i 3 cambi legali. Il primo, quello di 6,30, è utilizzato solo per importare beni alimentari e medicine; il secondo, pari a 12, per le importazioni di beni secondari; il terzo, pari a 199, serve per consentire un accesso ai dollari meno rigido, ma è sottoposto comunque a serie limitazioni. Una cosa appare certa: le riserve valutarie si stanno prosciugando, sono ai minimi degli ultimi 12 anni ad appena 17,5 miliardi di dollari, di cui appena un paio prontamente disponibili. Il solo debito che lo stato ha nei confronti delle imprese straniere ammonta a 23 miliardi. Bisogna fare qualcosa in fretta. Nel frattempo, è consigliabile dare un occhio alle azioni di Caracas per capire il livello di panico tra i venezuelani.   APPROFONDISCI – Venezuela, la crisi del bolivar sarà ancora più devastante per gli analisti  

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